Il vitigno Albariño, la Galizia e le Rias Baixas

Uva Albariño

Nell’estremo lembo nord occidentale della Spagna, bagnata dall’oceano Atlantico, ai confini meridionali con il Portogallo si estende la regione autonoma della Galizia, la terra che dà i natali al vitigno Albariño.

Il vino spagnolo meno spagnolo che ci sia, come alcuni tendono a chiamarlo. Fresco ma complesso senza perdere la sua eleganza. Di pronta beva, ma non disdice l’invecchiamento in botte. Un bianco unico, in una nazione nota per lo più per i vini rossi.

Forse nient’altro che il riflesso della sua terra natia, con le sue contraddizioni e dissonanze con il resto della penisola spagnola. Differenze vistose, tali da mettere in dubbio e sbriciolare i classici stereotipi riguardo la terra iberica.

Anziché spiagge dorate, maracas e corride, i punti di riferimento della “Green Spain” sono quelle lunghe distese di prati verdi bagnati da piogge piuttosto frequenti, temperature moderate, impervi promontori, un idioma locale, il gallego, variante del portoghese; e poi quel substrato intriso di cultura celtica memore delle antiche invasioni, che ancora oggi pervade in feste e sagre paesane.

Una regione la cui città simbolo è niente meno che Santiago di Compostela, meta conclusiva del fatidico cammino religioso, il percorso a piedi più famoso al mondo.

Cattedrale Santiago de Compostela

Cattedrale Santiago de Compostela

Dai Romani ai giorni nostri

Come la storia insegna, si ritiene che i primi a introdurre la viticoltura nella regione spagnola siano stati i romani, anche se processi di vinificazione più avanzati furono importati dai monaci cistercensi nel XII secolo.

Con la scoperta dell’America e l’avvento delle rotte commerciali, la produzione vinicola galiziana subì una forte impennata, continuando costantemente a crescere secolo dopo secolo.

Superato l’ostacolo fillossera, durante la seconda metà del XX secolo, il vitigno Albariño riuscì a imporsi, emergendo come la punta di diamante della regione.

Nonostante la produzione di vino nelle Rias Baixas risalga a migliaia di anni fa, difatti è soltanto negli ultimi decenni che la regione ha iniziato a fare sul serio, dando vita a una produzione di Albariño di alta qualità.

E i numeri lo confermano: dalla metà degli anni 80, gli ettari vitati sono passati da neanche 250 a quasi 10.000, mentre il numero di case vinicole è quintuplicato.

Sotto il profilo legislativo, nel 1980, il primo importante step portò alla creazione di una denominazione ufficiale per il vitigno di casa, la Denominación Específica Albariño. Legge che pochi anni più tardi fu tramutata in Denominación de Origen (DO) Rías Baixas.

Vigneti in Galizia

Vigneti in Galizia

Rias Baixas

Lungo la costa si trovano le Rias Baixas, lingue di terra sede di villaggi di pescatori e appunto del vitigno simbolo dell’avamposto galiziano: l’Albariño.

Un’uva che in questa zona, nonostante sia permessa la coltivazione di dodici varietà, rappresenta circa il 96% delle piantagioni totali.

La denominazione si suddivide in cinque sottozone, a partire da nord, nei pressi di Santiago di Compostela fino ai confini portoghesi a sud, per un totale di 3600 ettari vitati. Vediamole insieme:

  • Ribeira do Ulla – La più vasta sottozona della DO Rias Baixas, come allo stesso tempo l’ultima, nel 2000, a essere incorporata all’interno della denominazione. Situata alle porte di Santiago di Compostela, si produce circa il 10% di Albariño totale.
  • Val do Salnés – La sottozona più antica e storica della denominazione, Salnes vanta la più grande concentrazione di cantine e vigneti targati Albariño. La combinazione favorevole di esposizioni e influenze oceaniche garantisce ai vini una notevole qualità.
  • Soutomaior – La sottozona più piccola; è stata inglobata nella denominazione a fine anni 90. Da terreni sabbiosi sopra un letto di roccia granitica, nascono vini eleganti di beva appagante.
  • Condado do Tea – Situata a sud, ai confini con il Portogallo, è caratterizzata da terreni composti da granito e ardesia. Poiché si trova nell’entroterra, i vigneti godono di un clima più caldo e secco rispetto alle controparti costiere.
  • O Rosal – Rinomata zona di pescatori, i suoli granitici sopra i quali si propagano i vigneti e le fresche brezze marine del vicino Atlantico conferiscono ai vini una chiara impronta minerale e una croccante acidità.
Vigneti di Uva Albariño in Spagna nord-occidentale. Rias Baixas DO vini

Vigneti in Spagna nord-occidentale. Rias Baixas DO vini

Tutte cinque le zone condividono lo stesso tipo di sottosuolo, a base di granito, e un clima marittimo fresco e umido, conseguenza del vicino oceano Atlantico.

Non mancano le differenze in terroir e microclimi oltre che di tecniche di vinificazione, le quali portano a una diversità dei prodotti finali.

Le caratteristiche dell’Albariño

Caratterizzato da un acino piccolo e da buccia spessa, peculiarità che gli permette di resistere all’umidità galiziana, le viti sono solitamente allevate su un sistema di pergole ancorato al terreno da strutture in pietra.

Alti tralicci che consentono la circolazione dell’aria e la prevenzione contro la muffa. Oggi, molti dei nuovi impianti stanno sostituendo il sistema locale a favore di uno a doppio cordone chiamato espaldera. Le rese sono generalmente basse, mentre la fermentazione in botte è talvolta utilizzata per conferire maggiore struttura al vino.

Al calice, l’Albariño si mostra di colore giallo paglierino pallido. Il profilo olfattivo che si delinea offre note di frutta gialla con albicocca, pesca, talvolta lime, pompelmo, sentori di mandorla. Una varietà che presenta una spiccata acidità, e le immancabili sensazioni salmastre di iodio. Generalmente di corpo leggero, la maggior parte degli Albariño viene bevuta giovane, anche se stiamo parlando di vini che possiedono un notevole potenziale di invecchiamento.

Un vino che si sposa alla perfezione con i piatti della tradizione galiziana, uno su tutti il polpo alla gallega: un connubio perfetto di sapori.

Uva Albariño in un vigneto - Rias Baixas DO vini

Uva Albariño in un vigneto – Rias Baixas DO vini

Albariño nel resto del mondo

Nel vicino Portogallo, nell’area del Vinho Verde, dove è chiamato Alvarinho. In terra portoghese, segna presenza per poco meno di 6000 ettari.

Per trovare altri appezzamenti di rilievo bisogna spostarsi nel continente americano. In California e in misura ancora minore in Uruguay, Argentina e Cile.

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I nostri assaggi di Albariño

Albariño Segrel Ambar – Pablo Padín

Nel cuore della Val do Salnés, la piccola azienda famigliare Pablo Padín produce un Albariño dalle marcate note floreali e fruttate. Ricordi di melone arricchiti da sensazioni agrumate ed erbacee, che precedono un epilogo dai toni minerali. All’assaggio sfodera freschezza e sapidità. Vinifica solo in acciaio.

La Fillaboa 1898 2010 – Bodegas Fillaboa

La tenuta, risalente al XVII secolo, è una delle più antiche della Galizia. Il vino “La Fillaboa 1898, è un omaggio al 1898, anno in cui i loro primi vini Albariño attraversarono l’oceano sbarcando nel continente americano.

Affinato sui lieviti in acciaio per 6 anni, il bouquet al naso esalta la frutta matura, note di vaniglia e caramello. In bocca mantiene ancora la sua freschezza, in equilibrio con l’alcol. Bella sapidità nel finale, lungo e persistente.

A20 Sobre Lias Albariño – Castro Martin

La Bodegas Castro Martin, fondata nel 1981, è l’ennesima realtà a conduzione famigliare che si dedica alla produzione di Albariño nella Val do Salnés.

Il loro Sobre Lias esibisce tutte le classiche caratteristiche del vitigno: note di pesca e melone. Seguono percezioni di miele su uno sfondo leggermente iodato. Vispo e dinamico al palato, con la sua arcinota freschezza.

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All’estenuante ricerca del perfetto abbinamento cibo-vino, spinto dalla sete di conoscenza e curiosità verso questo mondo. Nel tempo libero, bevo vino e gioco a tennis.

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