10 Canzoni sul Vino: il nettare degli Dei raccontato da 10 grandi artisti

Canzoni sul Vino

Il rapporto che lega la musica con il vino è indissolubile e ancestrale.

Esistono innumerevoli canzoni sul vino o che parlano di vino, canzoni con frasi sul vino oppure cantanti che hanno uno stretto legame con il mondo enoico in generale.

Ho selezionato queste 10 canzoni sul vino pescate nell’universo musicale del rock.

Le canzoni dei Rolling Stones e degli AC/DC  parlano di vino e donne. Per Otis Redding il vino è la promessa d’amore di una vita felice, per Nina Simone è l’oblio cui ci si abbandona per le cocenti delusioni d’amore. Lana del Rey canta di un ammaliante vino dell’estate capace di far innamorare.

Per Jonny Lang è un nemico pericoloso, per Billy Joel evoca ricordi passati mentre per Leonard Cohen è una sensazione fugace di pura gioia che lo distoglie dalla tragicità della vita.

Sting lo produce, Amy Winehouse, il vino, se lo beveva spesso…

La Playlist di Canzoni sul Vino su Spotify

Musica da abbinare al vino o vini selezionati da abbinare ad alcune canzoni speciali, quelle che abbiamo raccolto per voi nella nostra meravigliosa Playlist:

  1. Sting: The Soul Cages
  2. Amy Winehouse, Nas – Cherry Wine
  3. AC/DC: Sink the Pink
  4. Rolling Stones : Pass the Wine (Sophia Loren)
  5. Lana del Rey: Summer Wine
  6. Otis Redding : Champagne and Wine
  7. Jonny Lang: Cherry Red Wine
  8. Molly Johnson : Boogie Street
  9. Nina Simone – Lilac Wine
  10. Billy Joel – Scenes from an Italian Restaurant

Se volete ascoltare in anteprima la playlist delle Canzoni sul Vino andate al link Wine Songs by Trovino.it

Canzoni sul Vino - Chitarra e calici di vino

Canzoni sul Vino – Chitarra e calici di vino

Le Canzoni sul Vino: la selezione di Trovino.it

Sting: The Soul Cages

The Soul Cages

The Soul Cages

Un cantante che ha uno stretto legame con il mondo dei vini è sicuramente Sting. Grandissimo cantautore e polistrumentista inglese che non ha certo bisogno di molte presentazioni. L’ex leader dei Police, infatti, possiede un terreno in Toscana chiamata Tenuta il Palagio a Figline Valdarno (Firenze) ed è un noto produttore di vino. In tutto possiede 300 ettari tra il Chianti e il Valdarno.

I suoi vini vengono spesso chiamati con i titoli delle sue canzoni come Sister Moon o Message in a Bottle.

La canzone più rappresentativa che ho scelto è The Soul Cages del 1991. Fu un periodo molto difficile per Sting a causa della morte del padre. La canzone è un pezzo con un testo dalle atmosfere funeree ed inquietanti in un paesaggio di mare dove i gusci dei crostacei sono gabbie per le anime torturate, le anime delle fabbriche distrutte, vittime della città e delle sue promesse.

Il Protagonista della canzone è Billy, il cui padre è tenuto prigioniero da un pescatore demoniaco, con il quale Billy scommette la sua vita in una sfida a bere nel tentativo di liberare l’anima del padre.

“I have a wager” the brave child spoke

“Ho una scommessa”, sfidò il bambino

the fisherman laughed though disturbed at the joke

il pescatore rise, ma lo scherzo lo turbava

“You will drink what I drink

“Berrai quel che io bevo,

but you must equal me,

stessa quantità

and if the drink leaves me standing,

e se la bevuta mi lascerà in piedi,

a soul shall go free”

un’anima sarà libera.”

(…)

“I have here a cask of most magical wine

“Ho qui una botte del vino più magico

 a vintage that blessed every ship in the line.”

vendemmia che ha benedetto ogni nave.”

Chissà di che vino si trattava? Un vino toscano viene da pensare, un blend di uvaggi come quelli che Sting produce, un vino raffinato come la melodia della canzone, un vino da vigne battute dai venti del mare dove è ambienta la storia della canzone. Tutti gli indizi portano ad un Bolgheri DOC, una delle denominazioni italiane più prestigiose. Situata nel cuore della Maremma toscana. Cabernet sauvignon, merlot, cabernet franc, syrah e sangiovese. Bolgheri DOC produce grandi rossi con uve internazionali, i famosi supertuscan tanto amati all’estero.

Amy Winehouse, Nas – Cherry Wine

Me & Mrs Jones

Me & Mrs Jones

Cherry wine è una canzone zeppa di riferimenti al vino. Scritta dal famoso rapper americano Nas e cantata insieme alla sua grande amica Amy Winehouse.

Fra i due artisti è sicuramente la Winehouse quella che possiamo accostare  maggiormente al vino (e non solo per il suo cognome evocativo).

L’artista, infatti, ha fatto spesso parlare di sé per gravi problemi legati all’alcol, ma non solo. Droga, disordini alimentari come anoressia e bulimia, depressione, autolesionismo, problemi con la legge sono solo alcuni degli eccessi che Amy Winehouse ci aveva abituati ad assistere. Al contempo è stata uno dei talenti più straordinari della nuova generazione del soul bianco della quale è ritenuta la precorritrice.

In “Cherry Wine“, Nas analizza il tema dell’amore travagliato e di come sia difficile trovare il compagno di vita ideale.

Nas:

I want someone who like the champagne I like

voglio una ragazza a cui piaccia lo stesso champagne che piace a me

 (…)

il mondo è un luogo difficile in cui vivere, per questo voglio una ragazza vera,

per la quale le ricchezze materiali non siano tutto, ma che comunque abbia un lavoro che le permetta di avere dei soldi suoi,

sia che faccia l’insegnante, o che sia una donna ricca,

sia che venga dal ghetto o che lavori per il presidente

l’importante è che non sia avida ed egoista,

perché finché dimostrerà amore e attaccamento alla sua gente, al luogo da cui proviene,

allora avrà per sempre il mio affetto, allora sarà per me un angelo mandato dal cielo,

il suo sorriso mi fa star bene,

è questa la donna di cui ho bisogno, qualcuno sa dirmi dove la posso trovare?

Pare che per scrivere il testo di questo brano, il rapper statunitense si sia ispirato proprio alle vicende amorose di Amy, all’epoca alle prese con il divorzio dall’ex marito. Anche la scelta del titolo è un chiaro omaggio alla popstar inglese, in quanto Cherry era il nome della sua chitarra.

Amy:

yes, I’m alone, and I realize when I get home
I wanna talk to my red and my cherry

sì, sono rimasta sola, ed è proprio nel momento in cui rientro in casa che mi fa più male,

allora cerco conforto nel mio vino alla ciliegia.

Nas:

pour my Pinot Grigio and Cris with some lime, what is this?

mi verso del Pinot Grigio, del Cristal con il lime…non è fantastico?

 (…)

 yeah, let’s pour some cherry wine
everything’s good, everything’s fine

yeah, we bring it every time

yeah, pour a little cherry wine

sì, versiamoci del vino alla ciliegia

tutto va bene, tutto è come dovrebbe essere

sì ,ce lo portiamo sempre con noi

sì. versiamoci del vino alla ciliegia.

vino dolce alla ciliegia

barbera giovane, nebbiolo giovane, cherry, pinot grigio, champagne cristal.

AC/DC: Sink the Pink

Fly on the Wall

Fly on the Wall

Gli AC/DC hanno cambiato radicalmente la storia del rock e hanno raccolto fan in giro per il mondo durante gli anni 70 e 80, ancora oggi i loro pezzi vengono sparati dalle radio. Vietato ascoltarli a basso volume! Il gruppo australiano ha fatto della sua poetica musicale un inno ai piaceri corporali, parlano di quanto è bella la vita da rock star, di feste, di donne e di eccessi.

Anche gli AC/DC  hanno uno stretto legame con il mondo del vino. Non sono viticoltori ma tramite un accordo con un grosso produttore australiano, hanno fatto uscire una loro linea che comprende il Sauvignon Hells Bells, lo Chardonnay Thunderstruck e il Back in Black, Shiraz che proviene direttamente dalla celebre Barossa Valley.

Gli AC/DC erano gran bevitori basti pensare che nel 1980 il cantante Bon Scott, preso da una crisi di mancanza di alcool, si scolò un intero flacone di dopobarba. 

sink the pink, it’s all the fashion

affonda l’arnese, questo sì è di moda

 drink the drink, it’s old-fashioned

farsi un drink, è fuori moda

gimme water, gimme wine

dammi dell’acqua, dammi del vino

gonna show you a good time

ti farò vedere come ci si diverte

Potenza, grandiosità, energia grezza. Vino australiano potente: shiraz, amarone, brunello.

Rolling Stones : Pass the Wine (Sophia Loren)

Exile on main street

Exile on main street

Pass the Wine (Sophia Loren) è un brano presente in decine di bootleg che fu registrato nella … cantina (!) della villa di Keith Richards nei pressi di Nizza, nel 1972.

La traccia, dedicata all’attrice italiana, fu inserita come bonus track nella riedizione dell’album nel 2010.

I’m glad to be alive and kicking

sono felice di essere vivo e vegeto

I’m glad to hear my heart’s still ticking

sono felice di sentire che il mio cuore batta ancora

so pass me the wine, baby, and let’s make some love

quindi passami il vino, baby, e facciamo l’amore

I Rolling Stones si sono sempre contraddistinti per il loro blues-rock aggressivo e per i continui riferimenti al sesso e alle droghe. Anche il vino fa la sua parte in numerose loro canzoni, sempre in contesti legati al divertimento, alle feste e allo stare insieme con amici e…con le donne. Possiamo citare un altro paio di canzoni come:

“Sweet Virginia”

thank you for your wine, California

grazie per il tuo vino, California

“Miss You”

“hey, what’s the matter, man?
“ehi, amico, cosa c’è che non va?

 we’re gonna come around at twelve
passiamo da te verso mezzanotte

 with some Puerto Rican girls that are just dyin’ to meet you
con alcune ragazze portoricane che muoiono dalla voglia di incontrarti

we’re gonna bring a case of wine
porteremo una cassa di vino

 hey, let’s go mess and fool around”
ehi, facciamo casino e divertiamoci un po’”

E il vino? Pinot Nero, Barolo, o napa valley.

Lana del Rey: Summer Wine

Summer Wine

Summer Wine

E’ una canzone scritta nel 1966 portata al successo da Nancy Sinatra.

Questa, invece, è la versione del 2013 cantata da Lana Del Rey e dal suo ex fidanzato Barrie-James O’Neil.

Nella canzone si alternano due voci: una maschile e una femminile in un dialogo che fa intendere che i due stanno avendo un flirt.

Lui indossa degli appariscenti speroni scintillanti e lei lo invita a bere insieme il “vino dell’estate”.

strawberries cherries and an angel’s kiss in spring

fragole, ciliegie e il bacio di un angelo in primavera

my summer wine is really made from all these things
il mio vino dell’estate è davvero fatto con tutte queste cose

take off your silver spurs and help me pass the time
togli i tuoi speroni d’argento e aiutami a passare il mio tempo

and I will give to you summer wine
e ti darò il vino dell’estate

Dopo aver bevuto vari bicchieri lui, stordito dal vino, si assopisce e quando si sveglia scopre di essere stato derubato.

when I woke up the sun was shining in my eyes

quando mi sono svegliato il sole mi splendeva in faccia

my silver spurs were gone my head felt twice its size

i miei speroni d’argento erano spariti, mi sentivo la testa due volte più grande

she took my silver spurs a dollar and a dime
ha preso i miei speroni d’argento, un dollaro e un centesimo

and left me cravin’ for more summer wine
e mi ha lasciato col desiderio ardente di altro vino dell’estate.

Il vino quindi è il mezzo con il quale viene sedotto l’uomo, viene inebriato, stordito fino a farlo cadere addormentato.

Un vino dallo spiccato gusto di ciliegia e fragola come potrebbe essere un  Beaujolais Nouveau,  Cabernet Sauvignon o un Pinot Nero ben vinificato.

Otis Redding : Champagne and Wine

The immortal Otis Redding

The immortal Otis Redding

Otis Redding è considerato uno dei grandi miti della black music (soul e R&B).

E’ stato uno dei massimi esponenti del soul, genere nato dalla miscela tra le radici del blues e del gospel generando melodie orecchiabili dalla struttura tipicamente pop.

Di umili origini, ha vissuto una vita breve. Quando era giovane  ha lavorato come scavatore nei pozzi e come addetto ai distributori di benzina.

A differenza della maggior parte dei suoi colleghi il giovane Otis si scriveva molte canzoni da solo, cosa inusuale per quei tempi. Si interessò alla filantropia e al sostegno dei giovani afroamericani disagiati. Morì in un incidente aereo nel dicembre 1967, a soli 26 anni.

Pieno di gioia di vivere. Ha cantato e scritto le piccole gioie e le grandi solitudini, l’amore e le paure.

Champagne and Wine è canzone dedica alla sua innamorata, al suo unico vero amore.

of all girls, that I have met

di tutte le ragazze che ho incontrato

you are the one girl that I can’t forget

sei l’unica ragazza che non posso dimenticare

Le promette tutto il meglio per il futuro se lei deciderà di stare insieme a lui.

champagne and wine
that’s what it’s gonna be

champagne e vino

è così che andrà

everyday, is gonna just be like sunday
ogni giorno, sarà come domenica

 ou giving you
oh  dandoti

champagne and wine
champagne e vino

 Uno Champagne anni 60.

Jonny Lang: Cherry Red Wine

Wander This World - Cherry Red Wine, una delle canzoni sul vino più struiggenti

Wander This World

Pezzo blues-rock di Luther Allison qui cantata dalla voce incredibile di Jonny Lang, soprattutto se pensate che quando ha cantato questa canzone il bluesman americano aveva solo 17 anni.

La parola blues si riferiva in origine allo stato allucinatorio che segue alle crisi di astinenza da alcool in seguito vennero ad indicare uno stato di sofferenza, di tristezza o di malinconia.

Cherry Red Wine racchiude i due originari significati dato che parla di un uomo disperato che cerca di convincere la sua donna a smettere di bere.

watching you destroy yourself woman

ti sto guardando distruggere, donna

all you do is sit around drinking wine

tutto ciò che fai è sederti in giro a bere vino

(…)

you worry me babe

mi preoccupi piccola

 but I just can’t sit here doing nothing and watching that wine destroy you
ma non riesco a sedermi qui senza fare nulla e guardare che quel vino ti distrugga

 (…)

if you’re gonna keep on drinking that bad wine baby

se continuerai a bere quel vino cattivo, tesoro

even the grass that grows on your grave will be cherry red.

anche l’erba che cresce sulla tua tomba sarà rosso ciliegia.

Molly Johnson : Boogie Street

Meaning to tell ya

Meaning to tell ya

Boogie Street, conosciuta anche come Bugis Street, è una strada di Singapore, nota negli anni ’70 per essere ritrovo di transessuali e travestiti. Fu meta dei turisti occidentali attirati dal turismo sessuale, dall’alcol, dallo shopping nei mercati notturni.

La versione che ho scelto è quella di Molly Johnson del 2018, musicalmente migliore rispetto all’originale.

Tuttavia la canzone è stata scritta e interpretata nel 2001 da Leonard Cohen dopo che trascorse più di 5 anni di esilio in un monastero zen fra le montagne della California.

Tutto il senso della canzone può essere riassunto in una frase di Cohen che dice:

“Il mio vecchio maestro zen mi ha detto – Il paradiso è un buon posto da visitare, ma non puoi viverci perché non ci sono servizi igienici o ristoranti.-

Quindi speriamo tutti in quei momenti paradisiaci, che riceviamo in quegli abbracci e in quelle improvvise percezioni di bellezza e sensazioni di piacere, ma torniamo immediatamente in Boogie Street”.

Metaforicamente Boogie Street è la vita: con tutti i suoi eccessi e le sue bruttezze mentre il paradiso è rappresentato dagli amori, dagli affetti famigliari e da tutte le sensazioni fugaci di gioia che, una volta terminate, fanno tornare ognuno nella propria “Boogie Street”, alla vita di tutti i giorni.

a sip of wine, a cigarette,
and then it’s time to go.

un pò di vino, una sigaretta,
e poi è ora di andare.

(…)

I’m what I am, and what I am,
is back on Boogie Street.

sono quello che sono e quello che sono
è tornato a Boogie Street

Leonard Cohen era dichiaratamente un amante del vino rosso.

Come vino, in questo caso, optiamo per un Syrah siciliano.

Nina Simone – Lilac Wine

The Diva Series

The Diva Series

Lilac Wine è una stata scritta da James Shelton nel 1950 e in questa intensa e struggente versione del 1966 Nina Simone la interpreta al suo meglio al pianoforte.

Nina Simone fu cantante, pianista, scrittrice e voce simbolo della lotta per i diritti civili della popolazione afroamericana ma anche delle donne diventata simbolo della lotta femminista.

Nina Simone ha attraversato con le sue canzoni vari generi musicali che vanno dal Jazz al soul, al blues, dal folk al gospel.

In questa canzone la protagonista ha perso qualcuno che ama, e l’unico modo per ritrovare se stessa e per sentirlo vicino è quello di smarrirsi nell’oblio dei sensi bevendo il vino di lillà.

Secondo una antica credenza si riteneva che i fiori di lillà avesse la capacità di purificare dal male il luogo dove venivano piantati.  Nel linguaggio dei fiori il lillà di color viola, può significare “rottura del fidanzamento”.

Ubriacarsi con il vino di lillà è l’unico modo per lei di ritrovare se stessa.

I lost myself on a cool damp night

e abbandonarsi al ricordo suo amore, uno stordimento che permette in qualche modo alla fine di ritrovare chi non c’è più.

I made wine from the lilac tree
ho fatto il vino dall’albero di lillà

put my heart in its recipe
metto il ​​mio cuore nella ricetta

it makes me see what I want to see
mi fa vedere quello che voglio vedere

and be what I want to be
ed essere quello che voglio essere

when I think more than I want to think

Quando penso più di quanto io voglia pensare

I do things I never should do
faccio cose che non dovrei mai fare

I drink much more that I ought to drink
bevo molto di più di quello che dovrei bere

because it brings me back you
perché questo mi riporta indietro a te

lilac wine is sweet and heady, like my love

il vino di lillà è dolce ed eccitante, come il mio amore

lilac wine, I feel unsteady, like my love
vino lilla, mi sento vacillante, come il mio amore

Forse è lei ad aver abbandonato il suo amato e il canto non è altro che un rimpianto.

lilac wine, feel unready for my love

vino di lillà, non mi sento pronta per il mio amore

Una canzone impegnativa da ascoltare con un vino georgiano, magari un Mtsvane (vino bianco macerato molto intenso) o un Orange Wine.

Billy Joel – Scenes from an Italian Restaurant

The Stranger - Scenes from an Italian Restaurant una delle canzoni sul vino preferite

The Stranger

Billy Joel è un meraviglioso narratore e le sue canzoni sono delle vere e proprie storie. Questa canzone del 1977 è sicuramente una delle più belle fra quelle scritte dall’artista e parla di due ex compagni di classe riuniti dopo anni al tavolo di un ristorante italiano di New York.

a bottle of white, a bottle of red
perhaps a bottle of rosè instead?

una bottiglia di bianco, una bottiglia di rosso
forse è meglio una bottiglia di rosè?

sembra che sia la frase con la quale un cameriere si rivolse a Billy Joel durante una cena in quel ristorante.

I due amici si scambiano convenevoli e ricordano i vecchi tempi.

do you remember those days hanging out at the village green
ricordi quei giorni quando ci divertavamo al village green

(…)

cold beer, hot lights, my sweet romantic teenage nights
birra ghiacciata,, luci calde, le mie romantiche notti da ragazzo

Ricordano insieme la storia d’amore di due loro amici del liceo, Eddie e Brenda, inizialmente appagata da passione e spensieratezza ma che poi si trasforma, con l’avanzare dell’età e delle responsabilità, in una dura lotta alla quotidianità e alle avversità della vita.

they started to fight when the money got tight
iniziarono a litigare quando i soldi scarseggiarono

and they just didn’t count on the tears.
e non potevano contare solo sulle lacrime.

Brenda and Eddie had had it already by the summer of ’75
Brenda e Eddy lo avevano già avuto nell’estate del ‘75

from the high to the low to the end of the show for the rest of their lives
dall’alto al basso fino alla fine dello show per il resto delle loro vite

they couldn’t go back to the greasers
non poterono tornare indietro all’epoca in cui erano ragazzi

the best they could do was pick up the pieces
il meglio che poterono fare fu raccogliere i cocci

Ma il tempo e la nostalgia possono curare le più grandi ferite la fine della canzone ritorna al punto di partenza, con i due amici seduti al tavolo, e ritorna in verso iniziale:

a bottle of red, a bottle of white…
una bottiglia di rosso, una bottiglia di bianco…

Come il cameriere della canzone invita gli ospiti a considerare un’alternativa più originale, perché non prendere un Pinot Nero rosè metodo classico magari dell’Oltrepò Pavese?

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Massimo Fagotti è un milanese con una carriera divisa a metà fra Digital e Beverage. Bartender in gioventù, direttore in noti locali e key account nelle multinazionali del digital. Negli ultimi anni ha abbassato il grado alcolico delle sue passioni passando dai cocktails ai vini: vere e proprie “poesie in bottiglia”. Studia presso l’AIS di Milano. Non è assaggiatore…ma assaggia. Quando non ha acciacchi pratica sport. Appena può, accende lo scooter e scappa dalla città in cerca di luoghi mitici, dove trovare pace interiore e un buon bianco da sorseggiare.


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Massimo Fagotti è un milanese con una carriera divisa a metà fra Digital e Beverage. Bartender in gioventù, direttore in noti locali e key account nelle multinazionali del digital. Negli ultimi anni ha abbassato il grado alcolico delle sue passioni passando dai cocktails ai vini: vere e proprie “poesie in bottiglia”. Studia presso l’AIS di Milano. Non è assaggiatore…ma assaggia. Quando non ha acciacchi pratica sport. Appena può, accende lo scooter e scappa dalla città in cerca di luoghi mitici, dove trovare pace interiore e un buon bianco da sorseggiare.

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