I Tappi per il Vino: il sughero e i suoi fratelli

tappi per bottiglie di vino

Nell’articolo di oggi faremo un’ampia panoramica su tutte le tipologie di Tappi per Bottiglie di Vino, andando a sviscerare a fondo le caratteristiche, i pregi e i difetti di ogni tipo.

Se ci chiedessero di pensare ad una bottiglia di vino, sicuramente la nostra mente la concepirebbe con un bellissimo tappo in sughero, poiché, negli anni, questo materiale naturale è entrato a far parte dell’immaginario collettivo e dell’uso comune per la realizzazione delle chiusure. Esso è divenuto a tutti gli effetti parte integrante del DNA del mondo vitivinicolo e sia produttori che winelovers sono cresciuti a vino e tappi di sughero.

Oggi, tuttavia, la produzione di “Natural Cork”, contrariamente ai trend del passato, risulta essere in calo e immessa sul mercato a prezzi più elevati, risultato del fatto che la domanda ha abbondantemente superato l’offerta. Tale inversione, ha quindi indotto i produttori a considerare diverse alternative per la chiusura ermetica delle bottiglie.

Certamente il tappo in sughero rimane pur sempre più scenico rispetto ad un tappo in alluminio o in plastica, ma questo non significa che questi ultimi non svolgano in modo corretto la loro funzione di chiusura, al contrario, spesso accade che possano rivelarsi addirittura migliori.

Alcune tipologie di tappi per bottiglie di vino

Alcune tipologie di tappi per bottiglie di vino

Tutte le tipologie di Tappi per bottiglie di vino

I Tappi in Sughero naturale

Proveniente in larga misura dal Portogallo (60% della produzione mondiale) ed a seguire da Spagna e Italia (Sardegna), il tappo in sughero è l’emblema classico della chiusura della bottiglia di vino, il sigillatore per antonomasia. Le caratteristiche che hanno reso celebri i tappi in sughero come perfetti preservatori del vino (e non solo), sono l’impermeabilità e l’elasticità, che garantiscono un’ottima aderenza al collo della bottiglia, impedendone il contatto con gli agenti esterni.

Inoltre, le microporosità naturali insite in questo materiale, consentono una lenta micro-ossigenazione del vino. Chiaramente, un eccessivo contatto con l’aria può generare deleteri fenomeni di ossidazione che favoriscono lo sviluppo di batteri nocivi per la longevità del contenuto, ma, nel corso dell’affinamento, un interscambio lento, graduale e bilanciato, consente un’evoluzione ottimale delle qualità organolettiche, donando al vino morbidezza, eleganza e personalità.

Tappo in Sughero è il tappo per bottiglie di vino più comune

Tappo in Sughero

Il problema principale: il sentore di tappo

Possono in ogni caso occorrere degli inconvenienti nell’utilizzo di questa tipologia di chiusura, tra cui il più temuto dai Vignaioli di tutto il mondo: il sentore di tappo. A differenza di quanto si potrebbe supporre, ciò che provoca il tipico sapore e odore di tappo, è la presenza di un fungo, l’Armillaria mellea, parassita della quercia da sughero, che infesta e attacca le radici della pianta da dove esso si ricava, ed in seguito è responsabile della formazione nel tappo del Tricloroanisolo (TCA), prodotto del metabolismo secondario che dà vita allo sgradevole aroma.

Alcuni studi hanno però dimostrato che la probabilità che tale problema si manifesti è decisamente rara, per cui non di rado capita che il degustatore amatoriale confonda il sentore di tappo con altri difetti quali ad esempio l’odore di muffa o di feccia, dovuti magari all’erronea conservazione del vino, all’uso di botti di scarsa qualità, alla vinificazione effettuata con uve non sane o in ambienti non idonei o ancora all’utilizzo di attrezzature inadeguate.

Ciò detto, al fine di evitare che venga pronunciata a sproposito la famosa frase: “il vino sa di tappo”, nel tempo, sono state perfezionate le tecniche produttive e introdotte analisi chimiche volte ad individuare e rimuovere eventuali tappi affetti da TCA o altre sostanze che possono produrre cattivo odore. E’ possibile affermare perciò che il tappo di sughero, purché di qualità, e, grazie all’aiuto delle nuove tecnologie, rimane ancora oggi una soluzione di assoluto valore, soprattutto per i vini da invecchiamento.

Armillaria mellea, il fungo responsabile del sentore di tappo

Armillaria mellea, il fungo che si sviluppa sull’albero da dove viene estratto il sughero.

I Tappi a Corona

I “crown cork” o tappi a corona, contrariamente a ciò che si pensa, hanno una storia centenaria. Questi, infatti, vennero brevettati alla fine del XIX secolo, e, grazie alla loro notevole capacità di resistere alle elevate pressioni, vennero adottati come standard per sigillare le bottiglie di vino frizzanti.

Il tappo metallico, rivestito internamente da uno strato sottile di materiale plastico estremante elastico (un tempo di sughero), garantisce la completa ermeticità della chiusura e funge da guarnizione. Proprio in virtù di questa resistenza alle pressioni, i tappi a corona, in enologia, sono utilizzati, insieme alla bidule (piccolo tappo in plastica di forma cilindrica che serve a raccogliere le fecce e i lieviti ormai esausti), nella fase di rifermentazione degli spumanti metodo classico.

Insomma, in questo caso, i tappi a corona rivestono un ruolo da “intermediario”, dato che, appena effettuata la sboccatura le bottiglie sono richiuse definitivamente con il classico e intramontabile tappo di sughero.

Nonostante la diffusa credenza di insostituibilità del tappo in sughero, sono molti i produttori che sostengono come il vino durante la sua maturazione, al fine di esprimersi al meglio, non abbia bisogno della micro-ossigenazione, e, pertanto, optano per una chiusura con i Crown Cork.

I bassi costi contribuiscono poi ad incentivarne ulteriormente l’utilizzo, perciò, il dilemma della sua scarsa diffusione rimane sempre imputabile all’abitudine del consumatore, il quale, specialmente in alcuni Paesi (tra cui l’Italia) ha difficoltà a comprenderlo ed accettarlo, a causa del retaggio culturale che vorrebbe il tappo a corona, a dispetto del nome “regale”, meno prestigioso e qualitativo rispetto al fratello in sughero. Però, come si suol dire…”tempo al tempo”.

Tappo a corona

Tappo a corona

I Tappi Meccanici

Il tappo meccanico, o puff, venne introdotto intorno al 1875, in aggiunta ai tappi di argilla e di sughero, per la chiusura delle bottiglie realizzate con il vetro soffiato, che risultavano poi, molto difficili da aprire.

Solitamente è composto da un tappo di porcellana o plastica, con una guarnizione ad anello di gomma e una molla di metallo, che permette, per mezzo del principio della leva a ginocchiera, sia una chiusura ermetica del contenitore che un’apertura estremamente agile, senza l’ausilio del cavatappi.

Tale tipologia di tappo, non è molto diffusa nel mondo del vino, dato che il loro prolungato utilizzo aumenta oltremodo l’ossidazione del vino stesso. Nonostante la sua indubbia praticità, questo tappo presenta infatti notevoli svantaggi rispetto agli altri tipi di chiusura, in larga misura a causa delle sue guarnizioni, le quali, con il passare del tempo, sono soggette ad usura, andando a perdere la capacità di adempiere alla funzione originaria.

Oltre a non chiudere più in maniera ermetica la bottiglia, i tappi meccanici sono soggetti ad assumere odori non proprio gradevoli. Anche qui, però, le nuove tecnologie hanno fatto passi da gigante, tanto da permettere, oltre ad una riduzione drastica dei costi di produzione, un’individuazione dei punti deboli, garantendo una migliore tenuta del tappo e una maggiore pulizia. Dagli anni’ 80 sono tornati a far parte della scena vitivinicola e, soprattutto, del mondo della birra.

Non ci è dato sapere se questo ritorno sia dovuto alle migliorie apportate o, semplicemente, è legato alla nostalgia e alla praticità.

Tappo Meccanico (Puff)

Tappo Meccanico (Puff)

I Tappi a Vite

I tappi a vite, anche noti con il termine inglese “Srewcap”, sono, secondo gli addetti ai lavori, la più valida alternativa al tradizionale sughero. La principale differenza tra le due soluzioni rimane l’assenza totale di contatto con agenti esterni, garantita proprio dai tappi a vite.

Quelli di ultima generazione, sono composti da 3 strati diversi ben integrati tra loro:

  • la parte esterna in alluminio che funge da struttura,
  • quella intermedia in stagno,
  • quella interna, l’unica a contatto con il vino, in resina sintetica, che garantisce una totale funzione isolante.

Nell’insieme, la chiusura si aggrappa al collo della bottiglia grazie alla capsula filettata, la quale, permette uno scambio controllato di gas con l’ambiente esterno e assicura un naturale processo di invecchiamento. Di certo siamo oggi ben lontani da quelli che si utilizzavano comunemente negli anni 50 per chiudere i bottiglioni.

Tappo a Vite

Tappo a Vite

Per quali vini sono adatti?

Parliamo infatti di un prodotto estremante tecnologico che ben si adatta a diverse tipologie di vino, assicurando allo stesso tempo, sia il corretto invecchiamento che la conservazione e lo sviluppo delle proprietà organolettiche.

Molti consorzi, dati gli eccellenti risultati in termini qualitativi ottenuti con questa tipologia di tappo, hanno integrato i propri disciplinari per consentire l’utilizzo della chiusura con il tappo a vite, anche per le DOCG. Per i vini realizzati da uve aromatiche o semi-aromatiche poi, si sono rivelati essere senza dubbio migliori dei tradizionali tappi di sughero.

Altro fattore da non sottovalutare è il peso che i mercati esteri hanno sulla nostra economia vitivinicola. Molti paesi, quali ad esempio Stati Uniti, Australia e gli Stati del Nord Europa, oltre alle numerose bottiglie rese per difetti legati al sentore di tappo avanzano specifiche richieste in merito al packaging. Non è quindi da escludere che il mercato stesso possa influenzare e incentivare l’utilizzo di questa valida alternativa.

Per approfondimenti leggere: Tappo a Vite: Pregi e difetti di un tappo chiamato Stelvin

I Tappi Sintetici

Partiamo dal presupposto che i tappi sintetici non sono tappi in silicone, ma sono chiusure realizzate con polimeri termoplastici espansi a caldo che, talvolta, come per i tappi in sughero, vengono lubrificati in superficie con del materiale di silicone, per facilitare l’inserimento in bottiglia e probabilmente è proprio questo il dettaglio che può indurre a fraintendimenti.

I primi tappi per bottiglie di vino realizzati con queste sostanze risalgono a oltre 40anni fa, ma solamente nell’ultimo ventennio si sono messe appunto le nuove tecnologie per produrli in serie. Tra i loro plus, troviamo sicuramente la capacità di non sgretolarsi e di essere isolanti e sterili, consentendo ai vini di mantenere inalterate le loro caratteristiche organolettiche. Un altro vantaggio è legato al superamento del problema del sentore di tappo, caratteristica, come abbiamo visto, tipica del sughero.

Nonostante lo sforzo delle case produttrici di rendere questi tappi esteticamente piacevoli e simili al sughero, non si è ancora riusciti a produrli porosi come il materiale naturale, quindi adatti ai vini da evoluzione, ragion per cui, possiamo facilmente dedurre che queste chiusure siano principalmente adatte ai vini da consumare giovani. Come sempre la regola aurea rimane la stessa: scegliere sempre tappi per vino di qualità, in ogni categoria.

Tappo sintetico

Tappo sintetico

I Tappi in Vetro

Siamo abituati ad affermare che l’eleganza è propria del tappo di sughero, ma, è innegabile come il “Glass Stopper” sia dotato di una bellezza e di una classe senza eguali. Realizzato con il vetro temperato a circa 500°, è cento volte più resistente di una bottiglia dello stesso materiale e grazie all’anello in materiale neutro, senza pvc, collocato al centro del tappo, impedisce sia l’attrito con la bottiglia sia il passaggio dell’ossigeno e di sostanze contaminanti.

È un tappo estremamente pratico, che non viene usurato dallo scorrere del tempo e non ha bisogno di strumenti appositi per essere estratto, se non di una leggera pressione con il pollice dal basso verso l’altro.

Il mondo vitivinicolo, negli anni, ha condotto con estrema maturità numerose ricerche e sperimentazioni confrontando i tappi in vetro con quelli di sughero. I risultati ottenuti hanno dato evidenza del fatto che questo materiale è compatibile con numerose tipologie di vino, specialmente se si vuole conservare specifiche caratteristiche e proprietà organolettiche elementali tipiche del vino o dell’uvaggio stesso.

Sembrerebbe quindi la soluzione ideale, ma, l’eccessivo costo di produzione la rende un po’ come le scarpette di cenerentola, preziose, ma non accessibili a tutti (fate madrine escluse).

Tappo in Vetro

Tappo in Vetro

E quindi quali sono i migliori Tappi per Bottiglie di Vino?

Non è affatto facile, in un mondo così tradizionalista come quello vitivinicolo, abituarsi tipi di chiusure diversi dal sughero, come quelli a corona, a vite o meccanici, che per anni sono stati associati a vini grossolani e di scarso pregio, oppure a quelle in vetro, considerate troppo dispendiose o a quelle in silicone viste ancora come poco “naturali”.

Nonostante i miglioramenti tecnologici, estetici e i riscontri scientifici, occorrerà molto tempo e divulgazione per abbattere la barriera psicologica del produttore medio e del consumatore nato e cresciuto con il mito del tappo in sughero.

Tuttavia, la curiosità e la praticità delle nuove generazioni di appassionati ci spinge ad essere fiduciosi che i metodi alternativi di chiusura possano essere infine sdoganati, persino in Italia. D’altronde, le barriere esistono per essere abbattute!

Parlando sempre di Tappi, Cavatappi e altri argomenti:

Shoes & Wine addicted. Laureata in Management e Sostenibilità con il massimo dei voti alla Sapienza di Roma, ergo, economista per attitudine e Sommelier Fisar per passione. Dopo aver lavorato anni con i numeri decide di chiudere il suo ultimo bilancio, posare la calcolatrice e voltare pagina per inseguire un sogno, il suo. Si iscrive al Master Alma-Ais in Marketing & Communication of Wine e inizia a muovere i suoi primi passi nel mondo del Vino, finendo per tramutare la sua passione in un lavoro. Orvietana di Nascita e Franciacortina di adozione, due "Terroir", con tradizioni totalmente diverse ma unite da un unico profumo, quello del vino. E proprio come scrisse Patrick Suskind: "colui che domina i profumi domina il cuore delle persone" .

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Shoes & Wine addicted. Laureata in Management e Sostenibilità con il massimo dei voti alla Sapienza di Roma, ergo, economista per attitudine e Sommelier Fisar per passione. Dopo aver lavorato anni con i numeri decide di chiudere il suo ultimo bilancio, posare la calcolatrice e voltare pagina per inseguire un sogno, il suo. Si iscrive al Master Alma-Ais in Marketing & Communication of Wine e inizia a muovere i suoi primi passi nel mondo del Vino, finendo per tramutare la sua passione in un lavoro. Orvietana di Nascita e Franciacortina di adozione, due "Terroir", con tradizioni totalmente diverse ma unite da un unico profumo, quello del vino. E proprio come scrisse Patrick Suskind: "colui che domina i profumi domina il cuore delle persone" .

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