Ice Wine, Eiswein, Vin de Glace…parliamo dei vini di Ghiaccio

Ice Wine o Eiswein

Credo che se provassimo a raccontare la storia degli Ice Wine (Eiswein o Vin de Glace a seconda del paese di provenienza) ad una bambina penserebbe subito che sia opera di Elsa di Frozen, che con la sua splendida magia abbia ricoperto i grappoli di uva con cristalli scintillanti di ghiaccio.

Beh, non sarà proprio opera della regina Elsa, ma è comunque un incantesimo che la natura ci regala e che, nel tempo, abbiamo imparato a cogliere ed apprezzare.

Da quella che, all’apparenza, all’inizio poteva sembrare una “catastrofe”, in realtà si è rivelata una dolce opportunità.

“L’Era glaciale”: la storia degli Ice Wine

Questa tipologia di vini, oggi, come tante altre cose d’altronde, è conosciuta principalmente con un termine anglofono; Ice Wine o Icewine, ma la prima denominazione con la quale sono stati identificati è stata quella tedesca Eiswein: cioè vini di ghiaccio; termini, che racchiudono in se la caratteristica principale dei prodotti, ovvero quella di essere realizzati da uve ghiacciate.

Le origini di questi vini non sono ben chiare. L’unica cosa certa è che siano stati scoperti ed “inventati” in Germania e che pian piano si sono diffusi in altri Paesi, come in Austria, in Ungheria e in Canada.

Bottiglie di Ice Wine della zona del Niagara

Bottiglie di Ice Wine della zona del Niagara

Ci sono diverse storie riguardanti il periodo e la nascita degli Eiswein. C’è chi afferma che avvenne nel 1794 a Wurzburg, in Franconia (regione centro meridionale della Germania) e chi nel 1829 a Dromersheim. In entrambi i casi, però, c’è un unico filo conduttore: un’improvvisa e forte gelata che provocò il congelamento degli acini. I proprietari dei vigneti colpiti, nel tentativo di salvare almeno parte del raccolto, decisero di effettuare comunque la vendemmia, ricavandone un mosto iper-concentrato e dolce.

Al di fuori della precisa collocazione geografica a data di nascita, quello che è noto a tutti è che solo grazie al contributo del Dottor Hans Georg Ambrosi, grande estimatore e appassionato di vino, alla fine del 1960, si riuscì a perfezionare la tecnica di pressatura e vinificazione delle uve di ghiaccio che prima era affidata esclusivamente e puramente al caso.

C’è chi fugge dal grande freddo e chi invece lo attende con ansia: come nascono questi vini

Produrre gli Ice Wine non è affatto semplice, anzi, è un processo molto complesso, che richiede non solo pazienza e tecniche di vinificazioni particolari, ma anche, e soprattutto, che si verifichino specifiche condizioni climatiche.

Il clima arido è fondamentale, infatti i grappoli delle uve vengono lasciati sulle viti per tutto il periodo invernale, durante il quale le costanti e continue gelate avvolgono gli acini con un guscio di ghiaccio favorendone la concentrazione degli zuccheri, degli acidi e delle sostanze aromatiche, esaltandone, così, la complessità organolettica.

Uve pronte per la produzione di Ice Wine

Uve pronte per la produzione di Ice Wine

L’attesa del Freddo, rappresenta potenzialmente, un vero e proprio rischio, poiché, diversi fattori potrebbero danneggiare il raccolto. La tempistica è una variabile essenziale, infatti, nel caso la gelata non si manifestasse nei tempi giusti, le uve potrebbero essere preda della muffa, o se addirittura, dovesse essere troppo rigida, il ghiaccio potrebbe congelare eccessivamente gli acini, impedendo l’estrazione del succo.

Vendemmia, vinificazione e vitigni

Come possiamo ben immaginare, quindi, le uve vengono raccolte in pieno inverno (tra i mesi di Dicembre e Gennaio), interamente a mano, quando le temperature oscillano tra i -7° e i -12° e l’acqua che si trova all’interno degli acini è “cristallizzata”.

La vendemmia deve essere svolta nel più breve tempo possibile, generalmente, viene effettuata durante le ore notturne o nelle prime ore del mattino, poiché i grappoli devono essere pigiati prima che avvenga il loro scongelamento. Infatti, per evitare ciò anche i locali di vinificazione dovranno avere al loro interno una temperatura più bassa del normale (una vera e propria viticoltura eroica che sfida la natura stessa).

L’acqua contenuta all’interno degli acini è sotto forma di piccoli cristalli di ghiaccio, per cui durante la pressatura, data la sua composizione, verrà estratto solo un piccolo quantitativo di mosto estremamente concentrato e ricco di acidi e zuccheri. La concentrazione di zucchero negli Ice Wine, è compresa tra 180 e 320 g/L; un quantitativo che rende la fermentazione molto lenta, che a volte, può richiedere addirittura mesi. La vinificazione delle uve può avvenire sia in vasche di acciaio sia in botti di rovere o barrique.

Generalmente gli Ice Wine sono realizzati con l’utilizzo di uvaggi a bacca bianca, quali il Riesling, il più importante e conosciuto (Ice Wine Riesling), il Vidal, utilizzato prettamente in Canada, Chardonnay, Gewürztraminer, Kerner, Pinot bianco, Chenin Blanc, Seyval Blanc e Ehrenfelser (incrocio tra Sylvaner e Riesling). Tuttavia, esistono diversi Ice Wine prodotti con uva a bacca rossa; tra cui Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Pinot Nero, Merlot e Syrah.

Vigneto di uva Vidal

Vigneto di uva Vidal

Non solo Germania: “Un Ice Wine in Canada”

Nel 1973, il Canada, per opera di Walter Hainle, cittadino di origini tedesche, entra ufficialmente a far parte dei produttori dei vini di ghiaccio, dando vita al primo Ice Wine canadese.

In poco tempo, grazie alle sue condizioni climatiche, la nazione nord-americana diviene leader mondiale nella produzione di Ice Wine, in quanto, contrariamente al paese europeo, le temperature invernali permettono di produrlo ogni anno.

In Canada gli Ice wine si trovano principalmente nella British Columbia e nella Penisola del Niagara, in Ontario, dove si produce l’Ice Wine Vidal (uva ibrida a bacca bianca di origine francese).

Questi vini vengono vinificati, in quantità ridotta, anche in Australia, Nuova Zelanda, Repubblica Cieca, Slovacchia, Slovenia, Stati Uniti, Ungheria ed Italia. Paesi nei quali, a differenza dei “3 Big”, non vi è una specifica regolamentazione ed è consentita la Crioestrazione, ovvero la tecnica che consente il congelamento artificiale degli acini, permettendo di produrre Ice Wine anche in annate non particolarmente fredde.

Vigneto in inverno a Kelowna, British Columbia, Canada

Vigneto in inverno a Kelowna, British Columbia, Canada

Gli Ice Wine in Italia

Anche nel Bel Paese troviamo questi splendidi vini ghiacciati; il Trentino Alto Adige, la Valle d’Aosta e il Piemonte sono le regioni italiane dove è maggiormente concentrata la produzione degli Ice wine italiani, ma è possibile trovare delle eccellenze anche in Emilia Romagna.

Tra le più note località italiane, c’è quella di Chiomonte, in Val di Susa, dove, situati a ben 800 metri sul livello del mare, i vitigni regalano, nel mese di Gennaio, uve con una concentrazione zuccherina tale da permettere la produzione del noto passito di Ghiaccio.

Dulcis in fundo: l’Abbinamento perfetto

Il 1990 segna l’ingresso, grazie alle produzioni di Germania, Austria e Canada, degli Eiswein e Ice Wine nell’èlite mondiale dei vini da dessert.

Si tratta di vini dolci, eleganti e ricchi, con uno spessore di bocca maggiore rispetto ai vini da tavola. La complessa e intensa varietà di aromi e di sapori, che spaziano da note di miele, albicocca, frutta esotica, vaniglia e spezie a sentori minerali e delicati di fiori, donano al palato un esperienza unicamente inconfondibile. L’acidità ben bilancia l’estrema dolcezza e il sorso, quindi, risulta essere profondo, vellutato e fresco.

Abbinamento Ice Wine e Torta di Mele

Abbinamento Ice Wine e Torta di Mele – Immagine presa da thewinelifestyleita.wordpress.com

Sono vini versatili, adatti a qualsiasi tipo di occasione e stagione. Si abbinano perfettamente sia a formaggi che a dolci a base di frutta, caramello, cioccolato a al gelato, cibo, questo ultimo, a cui è solitamente difficile trovare un abbinamento.

Naturalmente, tutto dipende dal tipo di uvaggio utilizzato, infatti, ognuno ha il suo dessert.

Il Riesling Ice Wine, con il suo inconfondibile profumo di pera e mela, si sposa perfettamente ai dolci a base di frutta verde, lo Chardonnay Ice Wine è perfetto per le creme al caramello e i soffici soufflé, mentre il Merlot Ice Wine accompagna sapientemente un fine pasto a base di meringa e lamponi o un tagliere di formaggi.

Ma sicuramente, l’abbinamento migliore da fare è quello di bere uno splendido Ice Wine in un bicchiere ampio, servito alla temperatura di 8 C°, magari mentre si ammira, fuori dalla finestra, un meraviglioso panorama innevato.

Conclusioni

Sono vini unici, quanto preziosi, per questo, molto spesso prima di acquistarli in enoteca o premere “aggiungi al carrello” sul sito e-commerce di fiducia, capita di fermarsi a riflette un po’. Ma vi posso assicurare che, una volta riempito il calice, il suo profumo e il suo sapore vi ripagheranno e la spesa sostenuta sarà solo un dolce ricordo.

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Shoes & Wine addicted. Laureata in Management e Sostenibilità con il massimo dei voti alla Sapienza di Roma, ergo, economista per attitudine e Sommelier Fisar per passione. Dopo aver lavorato anni con i numeri decide di chiudere il suo ultimo bilancio, posare la calcolatrice e voltare pagina per inseguire un sogno, il suo. Si iscrive al Master Alma-Ais in Marketing & Communication of Wine e inizia a muovere i suoi primi passi nel mondo del Vino, finendo per tramutare la sua passione in un lavoro. Orvietana di Nascita e Franciacortina di adozione, due "Terroir", con tradizioni totalmente diverse ma unite da un unico profumo, quello del vino. E proprio come scrisse Patrick Suskind: "colui che domina i profumi domina il cuore delle persone" .

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Shoes & Wine addicted. Laureata in Management e Sostenibilità con il massimo dei voti alla Sapienza di Roma, ergo, economista per attitudine e Sommelier Fisar per passione. Dopo aver lavorato anni con i numeri decide di chiudere il suo ultimo bilancio, posare la calcolatrice e voltare pagina per inseguire un sogno, il suo. Si iscrive al Master Alma-Ais in Marketing & Communication of Wine e inizia a muovere i suoi primi passi nel mondo del Vino, finendo per tramutare la sua passione in un lavoro. Orvietana di Nascita e Franciacortina di adozione, due "Terroir", con tradizioni totalmente diverse ma unite da un unico profumo, quello del vino. E proprio come scrisse Patrick Suskind: "colui che domina i profumi domina il cuore delle persone" .

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