Il Club del Buttafuoco Storico compie 20 anni e mette Bordeaux nel mirino

Compleanno Buttafuoco Storico Canneto Pavese

Passione, entusiasmo, dinamismogioia sono alcune delle parole che descrivono le sensazioni che ha generato il 20° Compleanno del Consorzio Club del Buttafuoco Storico nei confronti del pubblico partecipante, evento che ha avuto luogo domenica 7 febbraio all’Enoteca Consortile del Buttafuoco Storico a Canneto Pavese. Parole pronunciate e sentimenti trasmessi in modo molto chiaro dai testimonial principali di questo evento, quali il Presidente del Consorzio Giulio Fiamberti, il Direttore Armando Colombi e gli altri produttori e rappresentanti del Territorio intervenuti durante il dibattito.
Dibattito che dopo i saluti di rito e l’introduzione del Presidente, è stato moderato dal giornalista del Gambero Rosso Francesco Beghi, coadiuvato da Tomaso Mazzonis (importatore storico di vini francesi) e dal miglior Sommelier d’Italia 2005 Luisito Perazzo.

La filosofia e gli obiettivi del Club sono ben delineati: mantenere la tradizione del Buttafuoco Storico, recuperata nel 1996 e portata avanti in questo ventennio e alzare l’asticella della qualità per elevare il Buttafuoco ad uno dei rossi importanti di Lombardia prima, e un riferimento di valore su scala nazionale ed internazionale dopo.

Nel primo caso, il metodo produttivo che si intende conservare è quello della vinificazione contemporanea delle quattro uve coinvolte (Croatina, Barbera, Uva Rara, Ughetta di Canneto/Vespolina), con fermentazione e macerazione congiunta, nonostante la maggior complessità dovuta ai differenti tempi di maturazione dei vitigni.
Siamo agli antipodi rispetto alla cuvée, che prevede la vinificazione separata, un approccio sicuramente più semplice da gestire e mediamente più efficace.
Ma il primo è la ricetta originale del Buttafuoco, l’elemento di distinzione rispetto a tanti altri vini italiani, l’emblema del legame di questo vino con il suo territorio e la sua storia.
Dibattito Buttafuoco Storico Enoteca Consortile del Buttafuoco Storico
Per raggiungere l’obiettivo della qualità e per dar vita ad un prodotto unico e dalle caratteristiche superiori, fin dall’inizio si è deciso di ispirarsi ad un criterio semplice quanto rilevante e decisivo per il successo di ogni progetto: fare squadra. E se già in Italia fare squadra non è scontato, ci raccontano che in Oltrepò è da sempre una chimera, una filosofia frenata da inutili gelosie e campanilismi, tutti elementi che hanno portato le tante iniziative di questi decenni a sterili sviluppi, scialuppe destinate a naufragare nel mare della confusione e delle opportunità mancate.

Ma il Veliero del Buttafuoco non ha queste intenzioni e nelle corde dei produttori coinvolti, che da sempre hanno investito tempo e risorse nel progetto, l’intenzione è quella di mantenere il focus e continuare a crescere, ispirandosi alla Francia dal punto di vista organizzativo e qualitativo e cercando di ampliare interesse e attenzione nei confronti di questo Brand.
Anche per questo motivo, nello scorso Giugno durante Expo, era stato presentato nel padiglione Lombardia il prodotto che dovrebbe aiutare i tanti appassionati ed eno-curiosi ad avvicinarsi a questo grande rosso: Il Buttafuoco Consortile, di cui la prima annata, la 2011, è stata curata e prodotta dall’enologo Mario Maffi, vero mito dell’enologia Oltrepadana.
Un progetto che conferma sia l’intenzione del Consorzio di lavorare in comune ed in sinergia sugli obiettivi e sulle caratteristiche standard del vino, sia quell’inedita dinamicità di cui si parlava prima.

Durante il dibattito di domenica, durato quasi tre ore, si sono alternati momenti molto tecnici focalizzati sull’analisi dei vari prodotti assaggiati, sulle possibili strade da percorrere in futuro per migliorare la qualità media dei vini, a momenti dove gli occhi dei protagonisti brillavano di luce viva, dove le parole erano intrise di sentimento e calore che solo progetti in cui si crede fermamente riescono a trasmettere alle persone coinvolte e al pubblico testimone.

Buttafuoco Storico i Vini in degustazione e la sfida al Bordeaux

Analisi e approfondimenti nati dalla volontà di fare il punto della situazione sotto il profilo tecnico relativamente alla qualità del Buttafuoco di oggi, approfittando dell’occasione per un improbabile, ma intrigante sfida con i rossi selezionati per il 2016 (ogni anno un grande rosso). Quest’anno come avversario enoico del Buttafuoco è stato scelto dal Presidente Fiamberti il Bordeaux, ben rappresentato da tre campioni di tutto rispetto: Alter Ego de Palmer Margaux, Chateau De Pez Chateau Respide.
Il Presidente Fiamberti e il Direttore Colombi brindano al Buttafuoco Storico
Da questo punto di vista, abbiamo potuto constatare che il Buttafuoco è un vino rustico, austero, importante, che ha bisogno di tempo per esprimere il meglio, ma che già ora è in grado di mappare il territorio e mostrare le caratteristiche dei vitigni che lo caratterizzano.
C’è ancora da lavorare in alcuni casi, per elevare il livello qualitativo medio, per correggere qualche piccolo difetto in alcuni campioni e per aumentare quella tipicità e territorialità che le vigne dovrebbero essere in grado di donare in questa zona.

Ma il Consorzio e il Vino sono giovani (cosa sono 20 anni rispetto ai 300 del Bordeaux?), i numeri a livello commerciale sono positivi, nuovi vigneti entreranno in produzione e forse altri produttori aderiranno all’iniziativa; tutti elementi che dovrebbero dare ulteriore spinta e linfa per crescere e migliorare e per cercare di ricalcare storia e successi di territori di ispirazione ed eccellenza come quello del Bordeaux.

Noi ci crediamo e ci auguriamo che il Buttafuoco raggiunga l’Olimpo dei grandi Vini.

100 di questi anni Club del Buttafuoco Storico!

 

Appassionato di Vino ormai dal 2005, assaggiatore ONAV di primo livello, tante serate e visite in cantina con devozione a Bacco..ho lanciato Trovino per aggregare contenuti e opportunità..e ora il Blog per unire in un coro unico la voce di produttori, enotecari, assaggiatori, giornalisti e poeti del vino...

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