Trovino Wine Tour: Gita Lampo dal “Banino” a San Colombano

Colline San Colombano al Lambro

Stritolato dal lavoro e in balia degli eventi, non ero ancora riuscito a far partire questo benedetto “Trovino Wine Tour” che al di là del nome altisonante e provocatorio, vuol essere un semplice viaggio tra alcuni produttori di vino di zone vicine a Milano, occasione utile per condividere esperienze, storie, pareri, assaggi e presentare l’idea Trovino e quello che ci ruota attorno..

Ieri pomeriggio avevo un appuntamento a San Colombano al Lambro per andare a far visita ad AntonioBaninoPanigada, piccolo produttore locale, di cui conservavo un ricordo ottimo per accoglienza e qualità dei vini.
Doveva essere una gita rilassata da assaporare con calma, uno “stacco dal lavoro”, un’occasione ideale per discorrere di vino a 360 gradi mentre il palato si crogiolava con qualche assaggio dei vini del territorio.

Purtroppo i vari impegni e la distanza mi hanno fatto fare tutto di fretta, correndo come un pazzo tra le varie statali di turno, accorciando di fatto il tempo a disposizione per l’incontro, che è stato breve (circa 40 minuti) ma intenso e simpatico, tanto che la voglia di approfondire la conoscenza del personaggio “Banino“, dei suoi vini e della storia del luogo è rimasta ancora insoddisfatta.

Antonio Panigada è una persona vera, schietta, semplice ed intelligente. Direi anche conservatore, non troppo amante di Internet e di tutte le diavolerie di cui parliamo e ci farciamo tutti la bocca (me incluso).
La sua idea di vino e di tecnologie sono accomunate dallo stesso fil rouge: meno parole e più azioni concrete.

E cosi scopri che è stato il primo a mettere in etichetta su un vino il termine “Viticoltore indipendente“, che con orgoglio mostra insieme a “100% Uve proprie” e che in tempi non sospetti si era assicurato la giusta visibilità su internet intercettando il traffico legato ai vini del territorio e non solo al suo brand.

Locandina Banino - Antonia Panigada San Colombano DOC

E i suoi vini? Molto interessanti, ma prima partirei dal suo modo di coltivare la vigna e di lavorazione in cantina. Anche qui ritroviamo lo stesso tratto emerso in precedenza: poco clamore, tanta sostanza.
Pur senza certificazioni, l’ispirazione alla base della conduzione dei vigneti è bio-dinamica, basata sul rispetto e la massima considerazione per l’ambiente: erba e fiori in vigna, nessun uso di diserbanti e trattamenti antibotritici ma solo zolfo e rame.
In cantina no albumine e altre sostanze chimiche, ma unicamente solforosa.

Vini franchi, ruspanti, senza orpelli, da “guardare negli occhi”. Proprio come l’autore.
E vini che sanno invecchiare e stupire in longevità e finezza.
Anni fa avevo assaggiato il “Vigna LaMerla 2003“, annata difficile in generale e mi ero stupito della freschezza e della complessità della beva, sorprendente per vini di quella zona.
Ieri ho assaggiato rapidamente il “Banino Rosso Tranquillo” (blend di Barbera, Croatina e Uva Rara) e il “Vigna La Merla 2007“, interessanti entrambi ma sulla quale mi soffermerò più avanti dopo una degustazione più attenta.

Una curiosità sul territorio. San Colombano al Lambro si trova tra la bassa pavese e la piana lodigiana, in una piccola zona collinare che spicca rispetto al resto del territorio circostante, di proprietà della provincia di Milano come Exclave in quanto è un territorio non adiacente a quello provinciale.
Il borgo è piccolo e tranquillo, ma impreziosito da un bel castello, qualche ristorante interessante e ovviamente…i vini che lo rendono ideale per un gita fuori porta.

Appassionato di Vino ormai dal 2005, assaggiatore ONAV di primo livello, tante serate e visite in cantina con devozione a Bacco..ho lanciato Trovino per aggregare contenuti e opportunità..e ora il Blog per unire in un coro unico la voce di produttori, enotecari, assaggiatori, giornalisti e poeti del vino...

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