Dal cuore di Petra: Vini dal volto internazionale e l’anima mediterranea

Se in una soleggiata mattina di fine maggio-inizio giugno andate nei pressi di Suvereto, in Val di Cornia, tra quelle colline della Maremma Toscana da cui già gli Etruschi estraevano metalli e dove, oggi, sorge la Cantina Petra, vi assicuro che troverete il mare a darvi il benvenuto con il suo profumo affidato alla rinfrescante brezza proveniente dalla costa, dalla vicina Piombino, dal cosiddetto corridoio del vento dell’Isola d’Elba.

Percorrendo uno dei qualsiasi vialetti in salita che conducono all’ingresso principale della cantina, si passa tra piante di rosmarino da un lato, e filari di vite dall’altro, ordinati in un vigneto delimitato da cespugli di rose scarlatte, con i grappolini d’uva che spuntano fra il verde brillante delle foglie.

Viene quasi d’istinto chiudere gli occhi e inspirare profondamente, per catturare in un unico gesto l’insieme degli odori e delle immagini, e poterlo portare per sempre con sé: la luce del sole, la sensazione di salsedine, il sentore dei fiori, delle erbe mediterranee e, non da ultimo, quello dell’olivo.

La struttura della Cantina: geometrie perfette tra mare e vigneti

Quando si riaprono gli occhi, ci si ritrova dinanzi a un singolare edificio rivestito di pietra rossa. Man mano che lo si osserva, si distingue un enorme cilindro, che fuoriesce solo in parte dalla collina retrostante, come fosse stato bloccato, nell’atto di emergere, dalla caduta dall’alto di un grande disco, che lo ha tagliato in obliquo e vi si è adagiato sopra, adeguandosi all’inclinazione della collina stessa.

A unire la terra da cui nasce il cilindro, e il cielo, da cui sembra provenire il disco, una scalinata centrale fitta di gradini.

Panorama Val di Cornia da Cantina Petra

Panorama Val di Cornia da Cantina Petra

È dalla sua sommità che si scorge il mare, lanciando lo sguardo oltre i vigneti antistanti la cantina, disposti geometricamente in modo da formare un triangolo rovesciato, la cui base combacia con le due ali porticate che si distendono lateralmente dal corpo centrale della struttura. Sembrano un uomo e una donna che si congiungono nell’atto d’amore.

In cima alla scala, si può vedere l’insieme dell’intero progetto e, seguendone i contorni, si scopre che i vigneti descrivono un’Alfa e la cantina un’Omega: prima e ultima lettera dell’alfabeto greco, assurte a sacri simboli del
principio e della fine, celebrativi della rinascita a nuova vita dopo la morte, come lo sono la vite e il vino nell’iconografia cristiana.

Plastico Cantina e Vigneti - Progetto Mario Botta

Plastico Cantina e Vigneti – Progetto Mario Botta

Petra è opera di un genio dell’architettura contemporanea, lo svizzero Mario Botta, realizzata su commissione di Vittorio Moretti che, forte della esperienza e del successo conquistati in campo spumantistico con l’azienda Bellavista in Franciacorta, poco più di venti anni fa ha scelto la Val di Cornia per produrre grandi vini rossi.

Il territorio e gli studi del Professor Scienza

Vini che grazie all’uso dei vitigni internazionali Cabernet Sauvignon e Merlot, accanto al tradizionale Sangiovese, si sono rivelati in grado di esprimere al meglio il territorio, cogliendo i caratteri peculiari di questo lembo di terra della costa toscana, la tipicità dei suoli e del microclima, contribuendo, così, a rendere l’intero areale una delle più valide realtà enologiche emergenti italiane.

Intorno alla cantina si estendono 40 ha di vigneto, cui si aggiungono, per un totale di 97 ha di superficie vitata, le due aree di Rio Torto, a circa 10 km di distanza, e Monte Bomboli, verso l’interno, dove si raggiunge l’altitudine più elevata, 430 m s.l.m., e il terreno è più sassoso, maggiormente idoneo al Sangiovese.

Vigneto Cantina Petra

Vigneto Cantina Petra

Di ogni appezzamento si è studiata l’origine, la composizione e la vocazionalità viticola, per impiantarvi il vitigno più adatto, grazie alla zonazione condotta dal professor Attilio Scienza, che ha individuato tre tipologie di suolo:

  • una di origine tettonica, con terreni poveri, pietrosi, più calcarei che argillosi;
  • un’altra costituita da fenomeni alluvionali, erosivi e di accumulo, ricchi di metalli e di minerali;
  • una terza, nella parte più bassa, dove i terreni sono limosi, con sabbia e argilla.

Il Ruolo del Mare..

Accanto alla terra, nutrita dalla generosità delle Colline Metallifere che ondeggiano a est, riveste un ruolo fondamentale il mare a ovest, verso cui è orientato il complesso della cantina e dei vigneti, perché è lì che il sole tramonta e, riflettendosi sull’enorme specchio d’acqua, concede più ore di luce alle viti.

Le brezze marine, infine, sono un toccasana nel rinfrescare il clima generalmente caldo e poco piovoso. E pensare che i vecchi contadini dicevano che non si potevano fare grandi vini in vicinanza del mare.

Area di Vinificazione

L’area di vinificazione, con vista sui vigneti attraverso le finestrature ottenute con le travi

..e quello della Luce

L’ingresso in cantina arresta il vento e il suo carico di profumi, ma non la luce, che, attraverso finestrature ottenute intersecando travi orizzontali in legno lamellare con quelle verticali sottostanti la scalinata esterna, illumina in modo naturale gli spazi interni destinati alla vinificazione, eseguita con il tradizionale sistema a gravità, per limitare il più possibile il contatto tra l’uva e i sistemi meccanici.

A tale luminosità fa da contrasto la suggestiva penombra in cui, su letti di ghiaia, riposano le piccole botti per l’invecchiamento del Cabernet e del Merlot, e quelle grandi per l’affinamento del Sangiovese, sistemate in barricaie da cui parte una lunga galleria, che penetra nel profondo della collina e si ferma dinanzi a una parete di roccia, testimonianza della composizione del terreno stratificatosi nel corso del tempo e della antichità delle Colline Metallifere.

Barricaia Cantina Petra

La Barricaia, con il soffitto a volte a crociera. Barrique su letto di ghiaia

La degustazione dei Vini di Cantina Petra

I vini di Petra sono uno degli straordinari esempi fra i tanti in Italia, di come i vitigni “alloctoni”, più noti come “internazionali”, ubiquitari per eccellenza, se impiantati in condizioni climatiche e su tipologie di suolo a loro più consone, curati e lavorati con le attenzioni e la maestria necessarie, riescano ad acquisire le particolarità delle
specifiche zone in cui sono allevati, e ad esprimerle nei vini, accanto a quelle caratteristiche proprie che li rendono ovunque riconoscibili.

Galleria scavata nel cuore della collina

Galleria scavata nel cuore della collina. Barrique poggiate su ghiaia e parete di roccia sul fondo

Eccovi le note di degustazione di alcuni vini, tutti del millesimo 2016, che ho avuto modo di assaggiare nell’arco degli ultimi due mesi:

Toscana Rosso IGT Petra 2016

È “il Petra”, il vino di punta dell’azienda, un taglio bordolese, costituito per il 70% da Cabernet Sauvignon e per il 30% da Merlot. Elevato 18 mesi in barrique.

Dietro la luminosità del rosso rubino intenso con riverberi granato, si riconosce una generosità olfattiva fatta di macchia mediterranea, con gli aromi di rosmarino e mirto, su cui prendono, poi, il sopravvento nette sensazioni fruttate di ciliegia, mora e lampone.

Soffi minerali e balsamici, accompagnati da tocchi vegetali. Concludono golosi ricordi di torrefazione, caffè e cioccolato. Il sorso è ricco, caldo, avvolgente, sorretto da coesa freschezza. Tannino di elegante eloquenza, dolce e vellutato. Finale di lunga estensione.

Petra 2016

Petra 2016

Il Merlot e il Cabernet Sauvignon sono vinificati anche in purezza, confluendo, rispettivamente, nei monovarietali “Quercegobbe” e “Potenti”, entrambi Toscana IGT.

Quercegobbe 2016

Il Quercegobbe 2016 (Merlot 100%, affinato per 18 mesi in demi muid da 600 litri) si presenta in una fulgida veste rubino scuro, preannunciando un tripudio olfattivo di frutti di bosco e prugna della California, accanto all’immancabile macchia mediterranea.

Accenni minerali, di ferro, seguiti da spezie orientali e scatola di sigari. L’ingresso in bocca è accattivante, con tannini che si fondono alla vena glicerica. Finale lievemente ammandorlato. Nel complesso, esprime gradevolissima bevibilità e ottima persistenza.

Querce Gobbe 2016

Querce Gobbe 2016

Potenti 2016

Parimenti invitante il Potenti 2016 (Cabernet Sauvignon 100%, elevato in barrique per 18 mesi circa):
Rosso rubino cupo. Naso ricco di frutti bosco maturi e in confettura, velati toni vegetali, profumi balsamici che rincorrono la mineralità di grafite.

In bocca esprime un corpo vigoroso e ben articolato, con tannini dolci ben supportati dalla freschezza. Finale caratterizzato dal ritorno delle sensazioni fruttate.

Potenti 2016

Potenti 2016

Toscana Rosso IGT Alto 2016

In omaggio alla sua terra, Cantina Petra produce anche un “tutto suveretano” Sangiovese,
il “Toscana Rosso IGT Alto”, che matura in botti da 30 e 50 hl per 18 mesi.

Nel calice, il 2016 è rosso rubino luminoso e regala al naso profumi di ciliegia matura e mirtillo, che avvolgono quelli di fiori appassiti, grafite e pepe nero. Il sorso è succoso per la giusta acidità. Tannini vivi e ben presenti. Finale lungo con ritorni salmastri.

Nell’insieme, questi sono vini che conquistano, perché dentro un morbido corpo, in un elegante abito di taglio internazionale, custodiscono un’anima tutta mediterranea che, nel mondo, è riconosciuta ed apprezzata come essenzialmente italiana.

Per acquistare i vini raccontati in questo dettagliato resoconto, puoi cercare al seguente link le offerte e i Prezzi dei Vini Cantina Petra su web.

Petra azienda agricola
Località San Lorenzo Alto, 131 57028 – Suvereto (LI), Italia
Tel: O565 845308
E-mail: info@petrawine.it
Sito Web

Nata all’ombra del Vesuvio, cresciuta tra il mare e la campagna della Riviera d’Ulisse, da grande sono stata adottata dal Lago di Como. Da bambina amavo annusare tutto ciò che la natura e le cucine di mia madre e di mia nonna sapevano offrirmi; percepivo e riconoscevo anche i più flebili odori, buoni e cattivi; mi divertivo un sacco a giocare con i sapori, a tapparmi e stapparmi il naso mentre mangiavo, per sentire quelli che poi avrei imparato a chiamare “aromi”. Finché, un giorno di ormai tanti anni fa, qualcuno che amo molto mi ha detto che con queste capacità avrei potuto seguire un corso e diventare una brava Sommelier... L’ho fatto, e ho trovato il mio posto nel mondo, una casa nell’universo del vino. Oggi sono Wine Master Sommelier, guido degustazioni, insegno nei corsi sul vino, ne scrivo, ne parlo....ma, al di là dei titoli e dei ruoli, mi piace considerarmi semplicemente una persona che, con sempre crescente passione, vuol contribuire alla diffusione della straordinaria Cultura del Vino.


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Nata all’ombra del Vesuvio, cresciuta tra il mare e la campagna della Riviera d’Ulisse, da grande sono stata adottata dal Lago di Como. Da bambina amavo annusare tutto ciò che la natura e le cucine di mia madre e di mia nonna sapevano offrirmi; percepivo e riconoscevo anche i più flebili odori, buoni e cattivi; mi divertivo un sacco a giocare con i sapori, a tapparmi e stapparmi il naso mentre mangiavo, per sentire quelli che poi avrei imparato a chiamare “aromi”. Finché, un giorno di ormai tanti anni fa, qualcuno che amo molto mi ha detto che con queste capacità avrei potuto seguire un corso e diventare una brava Sommelier... L’ho fatto, e ho trovato il mio posto nel mondo, una casa nell’universo del vino. Oggi sono Wine Master Sommelier, guido degustazioni, insegno nei corsi sul vino, ne scrivo, ne parlo....ma, al di là dei titoli e dei ruoli, mi piace considerarmi semplicemente una persona che, con sempre crescente passione, vuol contribuire alla diffusione della straordinaria Cultura del Vino.

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