Cantina Calatroni: turismo enogastronomico in Oltrepò Pavese

Calatroni - Agriturismo Dei Cherubini

Quando pensi ad una gita fuori porta ed hai il pallino del vino, non riesci ad immaginare nient’altro che a prendere l’auto, fare un numero non eccessivo di chilometri, immergerti in un panorama che abbia un qualche cosa di unico, conoscere un produttore che abbia qualche cosa da raccontare ed assaggiare qualche buon vino mangiando cibi genuini, gustosi, possibilmente tipici. Convivialità è forse la parola che meglio descrive il mondo del vino, quello genuino. Ogni tanto non è esattamente così diretta la relazione, ogni tanto questo mondo vive di gelosie, di politica, di inimicizie, anche di truffe ogni tanto, tutte cose che offuscano e distorcono un mondo che da solo dovrebbe essere vocato a far star bene le persone.

Trovino quando si muove cerca, se può, di ritrovare questo aspetto di socialità accanto alle bottiglie e per il ponte del 25 Aprile abbiamo puntato il navigatore sulla frazioncina di Montecalvo Versiggia, cercando di raggiungere l’Azienda Agricola Calatroni, in tempo utile per partecipare alla visita guidata alla cantina che Stefano Calatroni organizza praticamente tutti i fine settimana.

Avendo come base Milano, la scelta dell’Oltrepò è stata abbastanza naturale. E’ vicino a casa, offre una densità di produttori per ettaro difficilmente raggiungibile, la quantità di vitigni coltivati è decisamente vasta e quindi c’è sempre tanto da scoprire.

Immagino che non abbiate bisogno di suggerimenti, ma per tracciare i confini di questa zona e capire di cosa parliamo diciamo che ci muoviamo nella fascia collinare a sud di Pavia dove le dimensioni delle cantine sono delle più disparate, da piccoli conferitori delle enormi cantine sociali fino ad aziende decisamente grandi e blasonate, spesso specializzate nella trasformazione del Pinot Nero in pregiato Metodo Classico. Ma lo spettro di vitigni che punteggiano le splendide colline della zona è veramente variegato. Oltre al Pinot Nero già citato, per fare un esempio, all’interno della DOC Oltrepò possono essere vinificati :
Barbera, Croatina (detta localmente Bonarda), Uva rara, Vespolina detta anche Ughetta di CannetoPinot NeroRiesling RenanoRiesling ItalicoCorteseMoscato biancoMalvasia di CandiaChardonnaySauvignonCabernet Sauvignon… manca qualche cosa?

E’ anche la terra del Buttafuoco, unico rosso veramente di struttura prodotto in queste zone, ma è anche la zona del Sangue di Giuda, dolce e beverino. Diciamo che la linea media di una cantina da queste parti conta tranquillamente sei o sette tipi di vino differenti.

Calatroni - Croatina Bonarda Oltrepò Pavese - Atto a divenire

Diciamo pure che tutta questa produzione ha storicamente fatto a pugni con la reale qualità del vino. L’Oltrepò è, spesso a torto, un territorio conosciuto per bottiglie da pochi euro, per le Bonardine frizzantine e semplicione, i Riesling da supermercato, le Croatine giovani e spesso scorbutiche o troppo mollaccione. Metodo classico a parte, che vanta alcuni produttori realmente eccellenti, la nomea dei vini di questa zona è francamente tutt’altro che memorabile. Ma, come detto, ci sono diamanti allo stato puro che non aspettano altro che di essere portati alla luce.

L’amico Stefano non ha bisogno di essere portato alla conoscenza del grande pubblico, perché è un ragazzo giovane che ha perfettamente sotto controllo le leve del marketing moderno. Si muove sui social, ha creato assieme alla mamma un ristorante assolutamente degno di nota ed organizza esperienze complete per i suoi clienti, facendo conoscere loro la sua filosofia di produzione, la cantina, i suoi vini e li abbina perfettamente durante uno squisito pranzo servito in una bella cornice con camerieri garbati e consapevoli. Il jolly lavora in cucina dietro le quinte ed è la mamma di Stefano, che prepara piatti con un delizioso sapore di casa, si sente la mano della “mamma” e tutto sembra ancora più buono.

Dopo la visita alla cantina, con ripasso esteso delle basi dell’enologia e dei metodi produttivi spiegati con termini semplici e comprensibili, ma rigorosi e precisi, arriva il momento attesissimo di sedersi a tavola e cominciare ad assaggiare i vini dell’azienda Calatroni.

Calatroni - Stefano Calatroni in Cantina durante la visita guidata

Il Pranzo in Agriturismo Casa Dei Cherubini e la degustazione dei Vini di Calatroni

Il pranzo prevede 4 portate ciascuna abbinata ad un vino differente. Noi, per deformazione professionale, siamo riusciti a raggiungere la ragguardevole cifra di 7 vini assaggiati e valutati e dobbiamo dire che ciascuno ha avuto qualche cosa da raccontare.

Partiamo infatti con il suo Metodo Classico che riposa 48 mesi sui lieviti prima della sboccatura. E’ Pinot Nero in purezza, manco a dirlo, e presenta un bellissimo perlage fine e persistente. In bocca è decisamente fruttato, con una presenza di pera dolce che strappa addirittura un sorriso, è giustamente acidulo, un bel sorso leggero, compiuto ma non impegnativo, dove le note tipiche di panificazione arrivano solo nel retrogusto ed hanno i sentori del pane in cassetta. Non l’abbiamo trovato complesso come altri prodotti della zona e forse nemmeno eccessivamente “educato”, ma è questo che ci è piaciuto particolarmente e che lo rende perfetto sul vassoio di antipasti di salumi locali come la pancetta piacentina. Una bella sfida di cantina che non tarderà molto a diventare assolutamente perfetta.

Assieme agli antipasti, tra i quali una frittatina alle verdure veramente squisita, abbiamo assaggiato una Bonarda Frizzante , il Vigiò 2014, che ci ha veramente impressionato. Nonostante l’annata non delle più semplici, è stata una delle bevute più “oneste” fatte negli ultimi tempi. Una Bonarda realmente fatta nel massimo rispetto di quello che è il territorio, la tradizione di bevuta e cercando di esaltare senza stravolgere l’uva. Leggera, acida, piacevolmente frizzante, con uno schema gustativo che ribalta quello al quale siamo abituati. In questo caso infatti l’acidità è la prima cosa che si avverte, non aggressiva, ma ben dritta, la seconda parte del sorso invece è tutta punteggiata di frutti rossi e qualche spezia leggera. Completo come percorso, alcoolico-acido in principio, speziato e impercettibilmente amabile il finale. Una bottiglia bellissima, di quelle che porti a casa non solo per il gusto, ma anche per rendere giustizia alla mano di un produttore che ha colto esattamente il centro del bersaglio.
Franchezza ed onestà con il proprio consumatore e con il territorio. Complimenti!

Calatroni - Antipasti e Bonarda Vigiò 2014

E’ il momento del primo, e veniamo serviti di un risotto estremamente delicato preparato con il metodo classico ed un formaggio locale. Il servizio prevedeva l’abbinamento con un Riesling Renano, vinificato in beata solitudine. Colpisce piacevolmente al naso perché sembra immediatamente di percepire una sensazione tattile tanto è vivo e vivace. Croccante, guizzante contro ogni previsione. In bocca è perfettamente rotondo, senza mostrare spigoli eccessivamente acidi o alcoolici. Sposalizio decisamente azzeccato con il risotto.

A questo punto ho chiesto al buon Stefano di farci assaggiare quello che per me è un po’ un segreto mal celato della sua cantina. Assaggiato in passato, in bottiglia trasparente per esaltarne il colore abbiamo stappato l’annata in commercio dell’Unico, un particolare Pinot Grigio vinificato in rosato. Intrigante, fruttato ma con decise presenze di tannino che aiutano sulla cucina locale. Leggermente frizzante ha un corpo non esagerato, non è un rosato del sud, sapido il giusto con qualche sentore di frutta tropicale. Molto apprezzato.

Calatroni - Riesling Renano “Viticoltori in Montecalvo” - Riesling Oltrepò Pavese DOC

Si passa ai rossi più decisi e passiamo sul Pinot Nero Fioravanti, prodotto con un metodo abbastanza particolare, pressato e macerato senza i vinaccioli. 2014 anche per questa bottiglia, anche in questo caso assolutamente azzeccato l’approccio tenuto in cantina per valorizzare tutto quello che si è riusciti a produrre in una annata così complicata. Scelte accurate, con un grande sacrificio di materia prima in vigna e la decisione di produrre un prodotto onestamente più semplice rispetto ad altre annate. Privare la massa dei vinaccioli aiuta a risparmiare un eccesso di tannino verde che avrebbe compromesso l’equilibrio. Quando parlavamo di “coscienza del vignaiolo” il riferimento era proprio alla capacità di rinunciare a qualche euro di margine che portano le bottiglie “riserva” per curare comunque la produzione base dell’annata. Questo è esattamente il caso, perché nel bicchiere si percepisce come un prodotto del genere possa avere molte più cartucce in tasca se solo l’annata fosse stata più clemente. L’evoluzione che abbiamo provato tra metà e fine pasto ci ha decisamente incuriosito per l’annata 2015 che a detta di Stefano sarà realmente “esplosiva”!!

Entra il secondo di carne, una bellissima fetta di vitello in salsa, assieme alla quale assaggiamo un secondo Pinot Nero 2012, più strutturato ed evoluto, frutto di una conduzione in vigna che restituisce solo 40 quintali di uva per ettaro. La maggiore complessità è figlia di una prima fermentazione alcolica in acciaio mentre la fermentazione malolattica avviene in botte di rovere francese da 350Hl. Troviamo una bocca leggermente fumosa, piena di note terziarie, amalgamate dalla trama dei tannini che sciacquano bene a fine sorso. Non ha note astringenti, ma la parte acida è presente a tenere in piedi tutta l’impalcatura gustativa. Ha accompagnato perfettamente il piatto di carne, dal sapore deciso. Se avessimo avuto di fronte un pezzo di carne alla griglia la nota bruciata del carbone avrebbe richiesto un altro vino, ma la morbidezza di questo Pinot è perfetta per secondi leggermente più gentili come in questo caso.

Arriviamo al dolce, in tutti i sensi. Ultimo vino della giornata è un piacevolissimo Moscato, prodotto in appena 3000 bottiglie, giallo paglierino brillante, un bellissimo colore, naso educato caratterizzato da note agrumate e fiori bianchi. Dolce ma non stucchevole, una bellissima chiusura assieme alla crostata di casa Calatroni.

Calatroni - Stefano Calatroni spiega vinificazione dei vini

Cosa ci portiamo a casa da una giornata del genere? Portiamo in tasca ancora una volta la conoscenza di un produttore che potrebbe essere uno tra i tanti, e invece, proprio in un territorio come questo, ha forse un atteggiamento che gli permette di alzare la testa e guardare in modo maturo al mondo del vino, su tutti gli aspetti. Partendo dalla produzione, coerente con il territorio, rispettosa dei vitigni, puntando alla massima lealtà possibile con i propri consumatori. Bassissima solforosa, tecnologia usata per preservare le caratteristiche del vino e non modificare o arricchire. Passando per l’atteggiamento nei confronti dei clienti, umile, cordiale, disponibile, attento nel comunicare i perché dei suoi prodotti e delle scelte, lasciando poi al consumatore stesso il giudizio finale. Ultimo, ma non meno importante, ha saputo creare un contorno perfetto per il suo vino, l’Agriturismo Casa Dei Cherubini è una struttura magnifica, che può vantare un servizio impeccabile ai tavoli, una cuoca fenomenale, la mamma, che riesce a trovare un bellissimo connubio tra la finezza dei suoi piatti ed il sapore tipico della cucina realmente casalinga, semplice e mai banale.
Bravo Stefano Calatroni, bravi tutti!

Azienda Agricola Calatroni
Località Casa Grande, 7
27047 Montecalvo Versiggia – PV – Italy
Tel. (+39) 0385.99013
Fax (+39) 0385.99013
info@calatronivini.it
http://www.calatronivini.com

Matteo Luca Brilli, o così piaceva ai miei genitori, che mi hanno graziato della nascita in terra Romagnola, con la R maiuscola, regalandomi così una passione viscerale per il buon bere ed il buon mangiare. Studi di comunicazione a parte ho capito subito che impastare uova e farina accompagnandole con un bicchiere adeguato sarebbe stato il un bel modo di passare le domeniche, e quindi via con i corsi di cucina e poi l'incontro con ONAV, diventando finalmente assaggiatore. Qualche cantiniere mi ha regalato la sua amicizia, qualche Chef ha condiviso i suoi segreti, più di qualche parola è stata messa nero su bianco e tante tante ne verranno ancora.

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Matteo Luca Brilli, o così piaceva ai miei genitori, che mi hanno graziato della nascita in terra Romagnola, con la R maiuscola, regalandomi così una passione viscerale per il buon bere ed il buon mangiare. Studi di comunicazione a parte ho capito subito che impastare uova e farina accompagnandole con un bicchiere adeguato sarebbe stato il un bel modo di passare le domeniche, e quindi via con i corsi di cucina e poi l'incontro con ONAV, diventando finalmente assaggiatore. Qualche cantiniere mi ha regalato la sua amicizia, qualche Chef ha condiviso i suoi segreti, più di qualche parola è stata messa nero su bianco e tante tante ne verranno ancora.

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