L’Insolito del Pozzo Buono: il Verdicchio dei Castelli di Jesi di Vicari

L Insolito del Pozzo Buono - il Verdicchio dei Castelli di Jesi di Vicari

Recentemente, tra queste pagine, abbiamo avuto l’onore ed il piacere di raccontare una chicca enologica proveniente dalle Marche. Il Lacrima di Morro D’Alba di Podere Santa Lucia, vino prodotto con le uve autoctone Lacrima.
E oggi, almeno idealmente, rimaniamo in territorio marchigiano per condividere con voi un altro assaggio decisamente interessante: L’Insolito Del Pozzo Buono, un Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore, un altro vino fatto con uve del territorio.

Diciamolo subito. Il Verdicchio è un grande vitigno bianco. Uno dei più pregiati e di spessore che abbiamo in Italia. Esclusi i grandi classici internazionali (Chardonnay, Riesling), è sicuramente uno di quei vitigni con le caratteristiche giuste per esaltare sia palati ricercati che palati in cerca di emozioni da ricordare.
Il Verdicchio ha delle caratteristiche precise che rendono i vini prodotti con le sue uve ben riconoscibili (se prodotti a regola d’arte). Ha grande longevità, che gli consente di presentarsi in forma smagliante anche dopo 10-15 anni ed è in grado di evolvere e mutare nel tempo, regalando vini di stoffa, di grande ampiezza e complessità organolettica.
Tutte peculiarità che gli consentono di ambire ad essere considerato da molti il principe dei vitigni bianchi italiani.

Cenni storici sul Verdicchio

Ma da dove arriva il VerdicchioIl Verdicchio è considerato un vitigno di origine molto antica, anche lui già presente in epoca romana, portato nelle Marche dai coloni veneti verso la fine del 1400. Non a caso, a livello ampeleografico, fa parte della famiglia dei Trebbiano (Soave, Lugana). Nel 1569 viene registrata un’uva chiamata Verdicchio e verso la fine del settecento viene per la prima volta definita come uva dedicata alla produzione di vino. Ottiene la DOC nel 1968 (il Verdicchio di Matelica l’anno prima, prima DOC per un vino marchigiano).

Il Verdicchio viene coltivato principalmente nelle Marche, ma lo possiamo trovare anche in altre regioni come Lazio, Abruzzo, Umbria, Toscana, Lombardia ed Emilia Romagna, senza però mai raggiungere i livelli qualitativi del suo territorio d’elezione. Colline baciate dal sole fino a 500 metri di altezza, venti provenienti dall’Adriatico che rinfrescano e garantiscono il giusto controllo dell’umidità e l’escursione termica adeguata, valli attraversate dai fiumi Esino, Musone e Misa, in una zona costituita da terreni argillosi e calcarei, ricchi di limo e sabbia. Questo è il terroir del Verdicchio.

Perchè il nome Verdicchio? Il nome del vitigno è legato al colore dell’acino che mostra sfumature verdi anche in fase di maturazione, mentre la restante parte del nome della DOC in questione è influenzata dal territorio di produzione, che include i 22 Comuni della Provincia di Ancona e 2 della Provincia di Macerata chiamati Castelli di Jesi, in quanto storicamente erano nell’area di influenza politica ed economia di Jesi, città dove nacque Federico II di Svevia nel 1194.

Il Verdicchio dalla notorietà alla ricerca dell’apice

Se tra gli anni 50 e 60 il Verdicchio conosce la notorietà grazie alla famosa bottiglia ad anfora lanciata sul mercato dalla cantina Fazi Battaglia, operazione vincente anche in ottica di diffusione all’estero, solo negli ultimi decenni il lavoro dei produttori in cantina è stato focalizzato sulla ricerca della qualità assoluta e di un’espressione tipica, che potesse rappresentare in modo adeguato il territorio e le potenzialità di questo vitigno (Bucci è stato il pioniere). Si prendono dunque le distanze da quei vini freschi e beverini, ma senza troppe ambizioni ed i risultati non tardano ad arrivare, mostrandoci da una parte quelle caratteristiche dichiarate all’inizio del post (longevità, capacità di evoluzione nel tempo), dall’altra palesando quella spiccata duttilità che permette a quest’uva di regalare risultati notevoli in diverse tipologie (dallo spumante al bianco leggero, al bianco evoluto ed invecchiato fino al passito). Un vitigno versatile, poliedrico, di razza, in grado di emozionare nel corso del tempo.

L’Insolito del Pozzo Buono nel Calice

Veniamo al nostro Insolito Del Pozzo Buono 2013, un Verdicchio al 100% (la disciplinare richiede almeno l’85%). Colore brillante, giallo paglierino carico, tendente al dorato.
All’olfatto, sono soprattutto le tipiche note di mandorle amare a colpire per intensità, accompagnate da note di fiori campo e di frutta gialla, mela in particolare. Ma già a bicchiere fermo e più intensamente girando il vino nel calice, si percepisce quella grande mineralità che ritroveremo al palato, che caratterizza in modo deciso questo vino, donandoci sensazioni affumicate e suggestioni di talco.
In bocca il vino è quasi piccante, le note sapide si esaltano grazie ad una buona spalla acida, avvolgono con pienezza il palato, portandoci con la mente altrove, in riva al mare, a cucinare del pesce alla griglia in pace con il mondo. Il corpo c’è, ma è il tenore alcoolico a spingere con più enfasi. Finale molto lungo e pungente, che ci riporta le note di mandorla esalate sotto il naso.
Un bel Verdicchio senza dubbio, grintoso e vibrante, anche se forse manca quel pizzico di armonia che avrebbe reso la beva più equilibrata e appagante.

Dal punto di vista degli abbinamenti, si sposa sicuramente bene con piatti di mare. Pesce in umido, al forno o alla griglia. Crostacei, stoccafisso, molluschi, risotti di mare, zuppe di pesce, carni bianche, ma anche fritti di verdure e funghi. Se volete approfondire questo aspetto, in questo articolo dedicato al Verdicchio e i suoi abbinamenti, trovate sicuramente una panoramica molto ampia e approfondita, divisa anche per tipologia di Verdicchio (spumante, fermo e passito).

Trovate L’Insolito del Pozzo Buono e altri vini di Vicari su Trovino

VICARI SOCIETA’ SEMPLICE AGRICOLA di Vicari Nazzareno, Vico, Valentina
Via Pozzo Buono, 3
Morro d’Alba (AN) – Italy
Tel. / Fax +39 0731.63164
http://www.vicarivini.it/
email: info@vicarivini.it

Appassionato di Vino ormai dal 2005, assaggiatore ONAV di primo livello, tante serate e visite in cantina con devozione a Bacco..ho lanciato Trovino per aggregare contenuti e opportunità..e ora il Blog per unire in un coro unico la voce di produttori, enotecari, assaggiatori, giornalisti e poeti del vino...

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