I Vini di Edoardo Miroglio Wine Cellar: Un Viticoltore Italiano in Bulgaria

Degustazione Pinot Nero Edoardo Miroglio Wine Cellar

Il 24 Novembre sono stato invitato ad una degustazione verticale di Pinot Nero Riserva PDO Nova Zagora della cantina Edoardo Miroglio Wine Cellar, cantina italiana con sede in Bulgaria. Degustazione che ha avuto luogo a Milano, al Baretto Baglioni.
Sono onesto. Prima del 24 Novembre 2015, non ero così consapevole che in Bulgaria si producesse vino. Che ci fossero oltre 100.000 ettari vitati, con un numero di cantine intorno alle 300 unità, numeri che ne fanno il 9° paese produttore in Europa. Non ero nemmeno convinto che la Tracia fosse in Bulgaria, avrei più scommesso Grecia o Turchia (ed in effetti i confini moderni non sono così netti)…
Tutte lacune mie si intende. Del resto, se le sapessi tutte, scriverei per Intravino e non per questo seppur nobile Blog.

E invece, la storia della Bulgaria vitivinicola inizia tanti secoli fa, manco a dirlo grazie ai Greci prima (gli indoeuropei Traci per l’esattezza) e ai Romani dopo, che come in tanti altri contesti hanno lasciato un contributo indelebile alla civiltà, passandosi il testimone e creando le basi per quello che oggi rappresenta il vino in questo paese.
Essenzialmente la Bulgaria è divisa in quattro grandi aree di produzione: La Piana del Danubio a Nord, la Regione del Mare Nero a Est, la Struma Valley a Sud Ovest e la Thracian Valley (Tracia) a Sud. Quest’ultima, che comprende il territorio dai monti Balcani fino al confine con la Grecia, è quella che ci interessa maggiormente.
Prima di tutto perché in questa regione si coltiva la la migliore uva di tutta la Bulgaria, grazie alle particolari condizioni climatiche (i Balcani offrono protezione contro il freddo e i forti venti del Nord), che favoriscono sia la coltivazione di rossi importanti (Merlot, Cabernet Sauvignon) sia di alcune varietà bianche (Chardonnay, Viogner, ecc), dando vita a quelli che a livello internazionale sono riconosciuti come i migliori vini del paese.
In secondo luogo, perché proprio in Tracia, troviamo la cantina Edoardo Miroglio Wine Cellar, di proprietà dell’imprenditore Edoardo Miroglio.
Panorama Tracia da Edoardo MiroglioWine Cellar

Stiamo parlando del più importante imprenditore tessile italiano, a capo di uno dei più grandi gruppi a livello europeo, già proprietario di due cantine italiane (Tenuta Carretta e Azienda Agricola Malgrà, entrambe in Piemonte), che a inizio del nuovo secolo decide di investire in Bulgaria, non solo nel suo business principale, ma anche in quello vitivinicolo, fondando un’azienda di circa 150 ettari ad Elenovo (di cui 30 in produzione Biologica e 20 in conversione), nella regione della Tracia, a circa 15 km dalla città di Nova Zagora, in una zona particolarmente felice dal punto di vista naturalistico. Ma vediamo di approfondire meglio questa realtà…

Tutte le caratteristiche del cosidetto “terroir” ci regalano l’immagine di un posto felice e vocato alla produzione di vini di qualità. Vigneti tra i 220 metri e 340 metri di altezza, terreni calcarei sempre più poveri al crescere di altitudine, elevate escursioni termiche, condite da buona piovosità ed estati calde ma non troppo umide. Tutti fattori che hanno permesso la coltivazione di vitigni internazionali più o meno versatili (Chardonnay, il Traminer, il Sauvignon Blanc, il Pinot Nero, il Merlot, il Cabernet Franc ed il Cabernet Sauvignon), di fare qualche esperimento più originale (Moscato) ed infine di recuperare antiche varietà autoctone, come il Mavrud e il Rubin. La prima vendemmia nel 2004 lancia alla ribalta la cantina sul panorama europeo, con un successo che non tarda ad arrivare sopratutto in paesi come Germania, Uk, Scandinavia, Usa e Canada.

In vigna si lavora cercando di rispettare la natura il più possibile, operando con i principi di agricoltura integrata, utilizzando la chimica solo quanto strettamente necessario. L’enologo, la bulgara Desislava Baycheva, insieme con il consulente enologo Marco Monchiero, gestisce la cantina puntando molto alla sperimentazione e diversificazione della produzione (20 vitigni) con il risultato di dare vini moderni ed equilibrati, di respiro internazionale.
Un elemento di distinzione, che ha ispirato la degustazione al Baglioni, è dato dalla coltivazione di Pinot Nero, vitigno non molto diffuso in Bulgaria. L’azienda produce sia il rosso fermo sia lo spumante, grazie all’impianto di due cloni, uno proveniente dalla Borgogna e l’altro dallo Champagne. La superficie dedicata al Pinot è di 3,4 ettari, su un suolo argilloso con presenza di limo e sabbia, con una produzione massima di 25,000 bottiglie all’anno.

Baretto Baglioni MilanoMa veniamo alla serata. Della location c’è poco da dire. Un ambiente dove non capita tutti i giorni di entrare. Esclusivo, elegante, intimo, perfetto per un evento di questo tipo.
La degustazione dei Pinot Nero Riserva EM PDO Nova Zogòra (06,07,09,11,12) è stata molto interessante dal punto di vista didattico, per valutare le eventuali differenze di annata e per entrare dentro l’interpretazione bulgara di questo nobile quanto difficile vitigno. Il risultato è ineccepibile dal punto di vista tecnico. Vini puliti, freschi, ricchi di estratto, morbidi al punto giusto, dotati sempre di buona armoniaDegustazione Pinot Nero Riserva PDO Nova Zagora Edoardo Miroglio Wine Cellar
In generale sono vini forse più orientati ai gusti internazionali, e meno papabili per gli appassionati italiani. Troppo perfetti nel loro vestito, fatto di tessuti privi di pieghe, bellezza esposta senza dover cercare, spoglia del mistero che evoluzione e cambiamento sanno donare ai vini nel corso del tempo; elementi che renderebbero la degustazione un’esperienza più mistica e immortale.
Ma stiamo parlando da appassionati esigenti.
I Pinot Nero EM hanno buona longevità (8-24 mesi in barrique di rovere francese e almeno 12 mesi in bottiglia), mantenendo una vibrante freschezza anche nelle annate più vecchie (2006 e 2007), mostrando buona continuità e caratteristiche costanti nelle varie annate, con sentori fruttati e di sottobosco, bilanciati da note più tostate e vanigliate. Sempre giocati su un equilibrio di beva piacevole e rotondo.
Degustazione Pinot Nero Edoardo Miroglio Wine CellarLa 2012 piace per intensità e facilità di beva, la 2011 è leggermente più chiusa ma intrigante, la 2009 ha un sorso particolarmente succoso e fresco, la 2007 colpisce per persistenza e mostra un’ampiezza maggiore, più speziata ed evoluta, ma ancora accompagnata da una spalla acida che bilancia sempre molto bene. Grande setosità nei tannini della 2006, che supera in lunghezza l’annata precedente.

La cena è stata ottima in quasi tutte le portate, di particolare pregio la tempura di gamberi con miele e sesamo e il risotto di zucca con crescenza e amaretti, che potete ammirare nelle foto. Gamberi in temoura con miele e sesamo
Durante la cena abbiamo avuto modo di degustare altri vini della cantina, dallo Spumante Brut Edoardo Miroglio da uve Pinot Nero, ai bianchi Muscat Ottonel e il blend Bio di Traminer e Viogner, lo spumante Rosè sempre da Pinot Nero, per finire con i rossi autoctoni Mavrud e il blend Bio di Mavrud e Rubin. Qui forse le sorprese più piacevoli, con la vera chicca enoica della serata: l’autoctono rosso Mavrud Elenovo.
Risotto alla zucca con vellutata di crescenza sbriciolata di amarettiUn vitigno sconosciuto per noi poveri mortali, assolutamente da assaggiare. Frutta rossa di bosco, noci e mandorle, liquirizia accennata, ricordi di noce moscata con una lieve tostatura da cacao che emerge sul finale e quel no so che di inedito che si trova sempre nei vini fatti con vitigni mai assaggiati in precedenza. L’ignoto che piace.

Che altro dire? Grazie ad Annalisa Chiavazza e Stefano Busca di Well Com e a Giovanni Minetti per avermi invitato a questa interessante serata.
Vi riporto di seguito il link alla cantina Edoardo Miroglio Wine Cellar, nel caso l’articolo vi avesse fatto stimolato a fare un viaggio eno-gastronomico fuori dallo Stivale.

 

Appassionato di Vino ormai dal 2005, assaggiatore ONAV di primo livello, tante serate e visite in cantina con devozione a Bacco..ho lanciato Trovino per aggregare contenuti e opportunità..e ora il Blog per unire in un coro unico la voce di produttori, enotecari, assaggiatori, giornalisti e poeti del vino...


Tags dell´articolo:
·
Categorie dell´articolo:
Degustazioni · Storie di Produttori
  • Salve Massimo.

    Mi chiamo Simone Berliat e sono un sommelier Italiano con un passata esperienza lavorativa in Bulgaria.
    La ringrazio per il suo articolo riguardo ai vini Bulgari che sicuramente portera attenzione ad un paese produttore che merita di essere riscoperto da conoscitori ed appassionati. Ho letto interessato la sua degustazione e volevo sincerarmi se non si fosse confuso tra monti balkani e rodopi. I primi più ripidi e segnanti il confine con la Romania. I secondi più gentili e culminanti vicino al confine con la Grecia. Vorrei poi sottolineare l’unicità del vitigno Rubin del quale spendo spesso ottime parole. Incrocio tra’ nebbiolo e sirah che mi ha sorpreso non poco durante la mia permanenza in Bulgaria.

    Cordiali saluti.

    Simone Berliat 22 gennaio 2016 21:37 Rispondi
    • Buongiorno Simone,

      ho letto solo ora il commento e mi scuso per la tardiva risposta.
      Sui monti può essere, le informazioni geografiche le ho recuperate da alcune referenze a disposizione, di conseguenza mi sono fidato. Farò ulteriori verifiche, grazie.
      Per quanto riguarda il Rubin, apprezzo molto il suo commento, anche se personalmente mi ha colpito maggiormente il Mavrud.

      Grazie per per le sue note e spero di leggerla nuovamente tra queste pagine

      buona giornata

      Massimo

      Massimo 12 febbraio 2016 8:43 Rispondi

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

108
http://www.trovino.it

Appassionato di Vino ormai dal 2005, assaggiatore ONAV di primo livello, tante serate e visite in cantina con devozione a Bacco..ho lanciato Trovino per aggregare contenuti e opportunità..e ora il Blog per unire in un coro unico la voce di produttori, enotecari, assaggiatori, giornalisti e poeti del vino...

Commenti