Wintricher Riesling di Weingut Molitor: 15 anni di Riesling alla Vertical

Wintricher Riesling Weingut Molitor al Vertical

L’occasione di assaggiare un grande Riesling, il Wintricher Riesling Spätlese Trocken di Weingut Molitor Rosenkreutz (non male è?), è stata la visita ad un amico di vecchia data che da qualche mese si è lanciato in una nuova avventura enologica a Milano: l’enoteca Vertical di Viale Lazio, di cui vi abbiamo parlato in questo post.
Il buon Roberto ci accoglie una domenica nel tardo pomeriggio con la classica ironia che lo contraddistingue.
Il locale è accogliente, né minuscolo né immenso, ha quella dimensione dove a seconda della voglia si può trovare un angolo un po’ più defilato o rimanere al lungo bancone gomito a gomito con un vicino sconosciuto e fare quattro chiacchiere con chi non lesina qualche pillola su vini e produttori.
Enoteca Vertical Milano - Entrata
Chiacchierando con Roberto sale una certa secchezza delle fauci e il bravo oste non si fa trovare impreparato proponendo tre o quattro soluzioni in mescita quel giorno. Assaggiamo un paio di bianchi e un paio di rossi, ma al momento giusto Roberto cala l’asso di briscola ed ammiccando pronuncia le parole magiche: “vuoi una vera chicca?”
Alle provocazioni non so resistere, sfodero il migliore dei sorrisi e rispondo “tentami, diavolo tentatore”, e lui non se lo fa ripetere.
Estrae solerte una bottiglia dalla foggia tipicamente nordica, senza etichetta, e la stappa, giurando che il pezzettino di carta una volta attaccato al vetro è stato conservato in bacheca quale testimonianza di valore enoico e che quindi le nostre future speculazioni potranno avere un riscontro certo, per tacciarci nel caso di pivelli bevitori.

Degustiamo alla cieca, perché la sfida è tra gentiluomini. Riporterò qui le sensazioni provate durante l’assaggio:
Colore giallo dorato estremamente brillante, con una minima ombra verdognola. Carico nelle sfumature del giallo fino all’unghia. Limpido. Il naso è una cosa sorprendente.
Idrocarburo non pungente, ma presente in grande quantità che copre ai più distratti una varietà infinita di altri sentori che vanno cercati volontariamente. Con un po’ di pazienza le sorprese nascoste in questo bicchiere sono tante e tante più se ne scoprono quanto più è educato il naso ed alta la preparazione di chi osa confrontarsi con un simile rappresentante dei vini bianchi.

Tra le prime note sotto l’asfalto sentiamo la pesca bianca, qualcuno ha riconosciuto della banana caramellata e melone succoso maturo. Sicuramente c’è della frutta accanto alle note più dure e ferrose di grafite e canna di fucile.
Ci si sente anche un po’ imbecilli ad usare questi accostamenti per raccontare di un vino, ma qui la complessità è tale che il ricorso a sensazioni provenienti dai propri personali ricordi sono inevitabili. Le sfumature che compaiono nel bicchiere con il passare dei minuti sono tantissime, cambiano, si rincorrono e non sono mai ferme.
E’ certamente un vino al quale va dedicato il tempo che merita, un sacrilegio stapparlo e finirlo, per quanto l’acidità sia bella decisa e punti il piede pesante sull’acceleratore per invogliarci a trangugiare. E’ complesso se vogliamo analizzarlo fino in fondo, ma è anche tremendamente ammaliante, tanto da invogliare a sorseggiarlo frequentemente e quindi finirlo fin troppo presto.
Wintricher Riesling Spätlese Trocken 2001 di Weingut Molitor
Sapidità, acidità, idrocarburi, bottiglia, colore, tutto fa pensare ad uno straniero, tedesco quasi certamente. Se non sbagliamo sulla zona di origine, con queste caratteristiche non può che essere uno splendido Riesling delle Valli Renane. Ma la complessità raggiunta ci dice anche che non si tratta di un neonato, qui parliamo di qualche annetto sulle spalle.
Ci buttiamo e facciamo la nostra scommessa: Riesling della Mosella con una annata variabile tra il 2010 e 2011, magari anche 2009…

Roberto sorride, fa i complimenti, sempre comunque pacati e parchi, e poi va verso la bacheca citata prima e stacca un foglietto. Non è ostentazione di superiorità. E’ orgoglio da oste navigato quello con il quale appoggia l’etichetta alla bottiglia.

C’è un Riesling del 2001 di Weingut Molitor nel calice

Riesling, azzeccato. Tedeschissimo, bravi noi. Anno 2001, noi poveretti e tapini!!! Come 2001? Non può avere quindici anni questo bambinetto con la cravatta!!! E invece si. E questa voglia di bere? Questo sorso spettacolare e fresco? Da dove arriva questa voglia prolungata di berne ancora nonostante la complessità innegabile?
Riesling Mosella Weingut Molitor

La spiegazione è facile e duplice: per prima cosa è da ricercare nell’annata e nel vitigno. 2001 e Riesling fanno un’accoppiata che sotto la giusta mano di cantina possono solo raccontare grande struttura e piacevolezza anche mentale, ben adatti all’invecchiamento anche oltre l’umana comprensione. L’altra parte del segreto sta nella denominazione che leggiamo in etichetta grazie alla teutonica mania alla precisione che riesce a raccontarci tanto di questo vino: Spätlese Trocken.
Spätlese indica un vino prodotto con uve raccolte in vendemmia tardiva (Spät significa tardi) quindi naturalmente più cariche di zuccheri, che si traduce in un vino più “morbido e fruttato”. Trocken significa invece “secco“, quindi figlio di una fermentazione che lascia il residuo zuccherino bassissimo, ma comunque presente (da regolamentazione ha un massimo variabile tra i 4 e 9 g/L) che aggiunge maggiore corpo e naturale “piacevolezza” istintiva… da cui la gran voglia di berne a secchiate.

Sveliamo anche l’ultimo piccolo segreto di questo Riesling perché in bottiglia non c’è solo lui, ma anche un buon 15% di Pinot Nero vinificato in bianco che contribuisce a rendere vibrante e dritto il tutto.
Weingut Molitor RosenkreutzChe bevuta, che bella bottiglia, che gran consiglio ci ha dato Roberto!

E qui parte la considerazione a posteriori. Queste sono le situazioni che dovrebbero far sballare qualsiasi persona che anche solo qualche sera in un anno si avvicina al vino. Trovare un posticino accogliente, dove anche il meno esperto dei bevitori si sente a casa e considerato, dove l’esperienza dei gestori diventa racconto per gli avventori e fonte di curiosità e crescita o anche solo piacevole intrattenimento. Dove chi ne sa di più può guidare in giusta misura tanto il novizio come il bevitore un po’
più maturo. Dove la convivialità semplice e diretta è la base per tessere relazioni genuine che possono durare un paio d’ore o rinnovarsi a distanza di qualche sera. Bravi ragazzi, torneremo per farci raccontare un po’ più di voi e del vostro progetto.
Due note aggiuntive sul produttore del mezzo miracolo in bottiglia.
Il produttore è Weingut Molitor, della zona della Mosella. Produzione di circa 35.000 bottiglie, 80% Riesling Renano 15% Pinot Nero e 5% di altre uve a bacca rossa. Raccolta manuale, fermentazione in acciaio e maturazione in botti di rovere per svolgere la fermentazione malolattica. I vigneti aziendali sono vecchi di pi di 70 anni e quello che producono è oro liquido!

Matteo Luca Brilli, o così piaceva ai miei genitori, che mi hanno graziato della nascita in terra Romagnola, con la R maiuscola, regalandomi così una passione viscerale per il buon bere ed il buon mangiare. Studi di comunicazione a parte ho capito subito che impastare uova e farina accompagnandole con un bicchiere adeguato sarebbe stato il un bel modo di passare le domeniche, e quindi via con i corsi di cucina e poi l'incontro con ONAV, diventando finalmente assaggiatore. Qualche cantiniere mi ha regalato la sua amicizia, qualche Chef ha condiviso i suoi segreti, più di qualche parola è stata messa nero su bianco e tante tante ne verranno ancora.


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Degustazioni · Una vita in Enoteca

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Matteo Luca Brilli, o così piaceva ai miei genitori, che mi hanno graziato della nascita in terra Romagnola, con la R maiuscola, regalandomi così una passione viscerale per il buon bere ed il buon mangiare. Studi di comunicazione a parte ho capito subito che impastare uova e farina accompagnandole con un bicchiere adeguato sarebbe stato il un bel modo di passare le domeniche, e quindi via con i corsi di cucina e poi l'incontro con ONAV, diventando finalmente assaggiatore. Qualche cantiniere mi ha regalato la sua amicizia, qualche Chef ha condiviso i suoi segreti, più di qualche parola è stata messa nero su bianco e tante tante ne verranno ancora.

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